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Il racconto di un 2018 con la ciliegina sulla torta. Il titolo è nostro!

I CAMPIONI SVIZZERI

Roy Bay, Pozzi Brendan, Marcel Müller, Alain Didier, Riccardo Bardocci, Daniel Bernasconi, Andrea Bersier, Stefan Bialik, Michele Crivelli, Fabrice Eisenring, Gabriele Falconi, Aron Fassora, Fabio Hunziker, Matteo Kauffmann, Martino Leidi, Raffaele Meli, Marcel Muri, Davide Sundermann, Gracco Barberis, Mattia Koch, Emmanuel Pfirter, Patrice Pfirter

Bienne 2018, terra di conquista per i colori del Sayaluca. Dopo la conquista del campionato Svizzero da parte dei giovani novizi Elite, sette giorni dopo a compiere l'exploit è stata la massima divisione della LNA.
Il Sayaluca conquista il massimo alloro Svizzero aggiudicandosi la serie (al meglio delle cinque) con tre partite vinte e una sola persa.
Vincere a Bienne sul campo dei Seelanders ha un gusto del tutto particolare. C’erano ancora dei conti in sospeso su quella pista in cui tre anni fa avevamo perso il titolo, all'overtime in gara 3 (quando ancora si giocava alla meglio delle 3 partite) in una serie che era sempre stata molto tirata e vinta di un gol di scarto.
Lacrime e tristezza, per aver solo potuto accarezzare questo titolo per il quale si era lavorato duramente. Ma tutto è svanito. Il 2018 è stato un anno in cui tutto è stato spazzato via.

Questa stagione era iniziata a novembre del 2017, con l’arrivo di un nuovo progetto e la nomina di un nuovo coach alla guida della squadra. Per molti un azzardo, per molti sembrava fossimo impazziti, ma per chi ha seguito da vicino l’evolversi della situazione, sapeva che il progetto era molto serio. A gennaio 2018 una preparazione a secco che ci ha portato subito alla conquista della SuperCoppa Svizzera nel mese di marzo, sorprendendo un Rossemaison che non credeva ai propri occhi. In seguito una stagione regolare con qualche punto perso qua e la ma con alla chiave il secondo posto dietro i Mustang di un solo punticino e tutto deciso all’ultima giornata.

I primi due turni dei playoff quarti e semifinali, giocati e conquistati senza una sconfitta ci hanno regalato una finale contro i Biennesi per cui avevamo il vantaggio del campo di gara-1 e gara-2. Una vittoria risicata nella prima partita e una cocente sconfitta in gara-2 ai più era sembrato averci fatto perdere un’occasione d’oro. Ma tutto questo era senza contare quello che sarebbe successo nella settimana di preparazione di gara-3 e gara-4.

Perché in quella settimana, tutto è cambiato,il Sayaluca, che ha saputo mantenere il proprio spirito gogliardico e un po’ British, ha saputo anche fare il salto di qualità che tutti i giocatori e lo staff cercavano. Abbiamo lavorato sul mentale, abbiamo lavorato sull'approccio alle partite e sul week-end che ci aspettava. Due partite, 120 minuti in cui dare tutto noi stessi, con intelligenza e con la maturità che nessuno credeva fosse possibile da parte nostra. E invece, ecco il risultato che parla da se, gara-3: 4-8; gara-4: 2-8. Un week-end perfetto, sin dal suo avvio, 16 gol segnati su un terreno a noi non proprio congegnale accompagnati da una fortissima e fredda pioggia sabato e un freddo penetrante la domenica. Ma nemmeno le bizze del tempo di Bienne hanno avuto la meglio e anzi ci hanno pure favoriti. I primi quattro gol segnati nel primo tempo di gara-3 (grazie anche ad un Roy Bay in grandissima forma), ha fatto si che i nostri avversari dovessero spingere per recuperare e alla fine è saltato il coperchio della pentola a pressione e sono andati in Tilt. Un nervoso Bienne non è riuscito a recuperare il buon lavoro del primo tempo e ai loro gol abbiamo risposto con altrettanti gol, mantenendo la calma e la lucidità che viene richiesta ad una squadra che combatte per portare a casa il titolo. E questo titolo non solo lo volevamo, ma ci abbiamo lavorato sopra, consapevoli che dovevamo metterci in mano tutti gli assi a disposizione sin da sabato dopo la partita. Ed è stato fatto tutto il possibile, senza perdere la concentrazione, senza eccessi per la conquista del match-ball. Questa è stata questa la chiave di tutto. Il nostro mentale, che così spesso ci ha penalizzato. Forse i nostri avversari contavano su questo, ma non potevano aspettarsi il lavoro fatto dietro le quinte, da parte di Coach Gracco in grado di mettere in campo tre linee vincenti con la giusta amalgama, con i giocatori di una quarta pronti ad entrare in campo in ogni momento (da sottolineare un grandissimo Martino Leidi che ad ogni box play era sempre pronto e caldo per proteggere il fortino), da parte di un Emmanuel Pfirter (fisioterapista) che si è preso cura di tutti gli acciacchi (lavorando senza risparmiarsi per ben 10 ore tra sabato sera e domenica mattina), da parte dei nostri instancabili Tifosi (si con la T maiuscola) che ci hanno spinti in ogni minuto che ci hanno riscaldato nella gelida Bienne e che hanno ammutolito il pubblico avversario.

Con queste premesse, con questo pubblico e con la consapevolezza che volevamo chiuderla subito, abbiamo giocato il primo tempo perfetto di gara-4. Primi sulle palline, con ordine e disciplina (una prima linea fantastica Papi, Aron, Muri e Criba, che non ha preso rischi e che ha protetto il nostro estremo difensore Roy Bay, aspettando il momento buono per insaccare 5 volte l’avversario), il primo gol ad opera di Pippo proprio quando gli avversari macinavano metri su metri per poter mettere la pallina in fondo alla rete, ancora una volta, ci ha permesso di non dover rincorrere e sprecare inutili energie. Energie che sono mancate poi al Bienne, che ha provato di tutto, ma nulla ha potuto contro Eisi, Falco (che ha fatto letteralmente impazzire gli avversari), Alain e il nostro TS Raffaele Meli, nulla ha potuto quando ha tentato di mettere i propri giocatori migliori contro la terza linea (che lo è stata solo per ordine e non per capacità), Bersy, Hunzi, Sundy e Pippo, così come nulla ha potuto contro i nostri giovani Kaufi, Teddy, Bardo e Brendan, sempre pronti ad entrare a dare una mano, a spingere con la loro energia tutti i compagni.

Insomma, lo abbiamo fatto, il titolo è nostro, il titolo è tornato in Ticino dopo 18 anni d’assenza e ora godiamoci questo momento e se volete, assaporate con noi questa gioia incontenibile e lasciamoci andare, senza se, senza ma e soprattutto senza rimpianti.

Il Sayaluca è e rimarrà sempre il Sayaluca, un po’ pazzi (come la nostra Mauricette che ci ha amorevolmente immortalato 1600 volte – merci tu est part de nous), un po’ #underdogs (e questa la capisca chi deve capirla), una grandissima famiglia con la quale condividiamo questo che non è più solo un sogno ma è realtà.

Il vostro Pat, Orgoglioso Responsabile del Materiale!