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Inline Hockey Sayaluca Cadempino Lugano - Sito Ufficiale


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LNB

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COURROUX-SAYALUCA
30 ottobre 2010

"Mesdames et Messieurs il pranzo è servito: lupacchiotto fritto en entrée, suivi d'une prolongation en gelée et, en fin de repas, Ligue A à la tessinoise". Ebbene sì, i ragazzi ce l'hanno fatta!!! È vero, i tre punti esclamativi non sarebbero nemmeno necessari; difatti, giornalisticamente parlando, la promozione in Serie A è la più classica delle non-notizie in quanto si tratta un evento ormai noto a tutti da mesi… In effetti, tutti i giocatori, la dirigenza al gran completo e, soprattutto, tutte le schiere di tecnici con esperienza internazionale (i famosi "tennici" del Bar Sport di Stefano Benni) lo sapevano fin da inizio stagione che il titolo sarebbe stato nostro… Ma, per favore, siamo seri! Andiamo dunque con la cronaca della finalissima, una cronaca che vuole essere anche un insieme di "quadretti" da appendere alle pareti della sede sociale.

Le premesse non erano certamente delle migliori. Basti pensare al fatto che, purtroppo, non sono della partita Marcel, Stefano, il "top-scorer" Dany (azzoppato in Gara-2 e costretto a deambulare con le stampelle) Bersi, (stampelle anche per lui) e Penz (lui, per distinguersi dagli altri due, gira senza stampelle…); Fabiano, ancora dolorante all'avambraccio bastonato a Buix, è a mezzo servizio: difende con le unghie e con i denti, ma non riesce ancora a piazzare il suo "slap". Ciò nonostante, il "coach" Umbo è incredibilmente sicuro di sé: da buon partenopeo non è per nulla scaramantico; ma, per sicurezza, proprio nel giorno del 50esimo compleanno di Sua Maestà Diego Armando Maradona, è tornato ad indossare la maglia azzurra del Napoli campione d'Italia e, sempre per sicurezza, si è infilato in tasca la foto della nonnina protettiva e portafortuna. Nei primi minuti, sentenziano i "tennici", l'importante è lasciar sfogare i "wolfies" (i lupacchiotti di Courroux), cercando di non subire troppe reti. Giostrando con quattro difensori e sei attaccanti, i nostri riescono a contenere le folate dei locali, pur beccandosi alcune odiose (quanto impunite) legnate a freddo nella schiena. Degne di nota, in questi frangenti, sia un paio di "pezze" messeci dal piccolo Damian (che recupera alla Speedy Gonzales sui rilanci dei giurassiani), sia la determinazione di Fabiano alle balaustre, sia le immancabili paratone di Dado. La rete d'apertura dei locali cade così solo al 7'42'' con i nostri in inferiorità numerica. Il pareggio giunge due minuti dopo con Edo assistito dallo "juniore" Pippo (alla sua seconda apparizione in prima squadra!). Passa meno di un minuto e i nostri vanno in vantaggio: bomba di Billy su punizione e deviazione quasi impercettibile (ma c'è stata davvero?) di Pietro. Gioia di breve durata: un minuto dopo, i locali pareggiano. Nuovo vantaggio dei nostri al 16'12'' con Edo smarcato da Pietro. Si va così alla prima pausa sul 2:3. E che si fa durante la pausa? Mentre Umbo&Ferro&Gracco preparano la tattica per il secondo tempo, il solito barbuto vivandiere infila zollette di glucosio e spicchi d'arancia nelle fauci di un paio di ragazzi sdraiati per terra per farsi spalmare sulle doloranti schiene (proditoriamente colpite dai bastoni dei lupacchiotti) chili di "perskindol" dal buon samaritano Paolo, che deve anche riassestare la fasciatura al braccio del pargolo Fabiano.

Bando alle ciance, si ricomincia. Purtroppo si ricomincia male perché al 22'59'' i locali trovano la rete del 3:3. Si giunge pian piano a metà partita: è il momento di quella che potrebbe essere la svolta dell'incontro. Due fabbri giurassiani inseguono con i loro magli lo scatenato Edo e, al secondo tentativo, riescono a stenderlo. Stavolta gli arbitri fischiano. Doppia superiorità per noi. Ed è così che i ragazzi ne mettono due: il 3:4 con Pietro su assist di Edo e il 3:5 con Nico su assist (ma chi l'avrebbe mai detto?) di Edo. Andiamo quindi alla pausa con due reti di vantaggio.

Mentre Paolo spalma altri chili di taumaturgico "perskindol" sulle schiene bastonate, ci si prepara all'assalto finale dei giurassiani, costretti a ripartire in inferiorità numerica. E (accidenti!) proprio in "power play" i nostri combinano un pasticciaccio brutto che regala ai locali la rete del 4:5. Passano tre minuti e i ragazzi rendono ai lupacchiotti pan per focaccia (una focaccia che, si badi bene, non è la moglie scostumata del tricheco giallorosso che urla nelle orecchie del vostro povero cronista che, in fondo, nessuno dei nostri è ancora morto…). Pan per focaccia, dicevamo: con i nostri in inferiorità numerica, Edo riporta a due le reti di vantaggio su assist di Pietro. Mentre si comincia il conteggio alla rovescia (mancano cinque minuti al termine) i locali accorciano, ma due minuti dopo, ancora in "power play", va in gol per il 5:7 la solita coppia Edo-Pietro (caspita, sono forse come i carabinieri, che girano sempre in coppia perché uno sa leggere e l'altro sa scrivere???). Mancano ormai meno di tre minuti al 60esimo e i nostri tifosi cominciano a toccare ferro (non il Ferro, che, evidentemente, preferisce toccarsi da solo). Al 58'20, la beffa: vittima dell'ennesimo colpo basso, Edo invoca il cambio da metà pista; e siccome i fischietti non fischiano, esce piegato a metà come un "croissant" mentre un compagno entra. Per gli arbitri, trattasi di cambio scorretto anche se nessuno dei nostri sembra proprio aver toccato la pallina; siccome si stanno giocando gli ultimi due minuti dei regolamentari, è rigore; batte Gaël Jolidon ed è il 6:7, mannaggia! Ed è anche il caos. Un caos che (a 16 secondi dal termine) propizia il pareggio in mischia sotto porta ad opera del solito Gaël Jolidon, alla sua quinta marcatura.

Ormai l'avrete capito: pausa, borracce, glucosio, spicchi d'arancia, "perskindol" e - evidentemente - tattica per l'"overtime". Ma quale tattica? "Segnare subitissimo, al primo cambio!"; lo decidono i quattro "panzer" prescelti: davanti Nico e Pietro; dietro Edo e Clayton, che, da quando è tornato a giostrare in difesa, fa meraviglie. Quattro "panzer", dicevamo; proprio così. Parte l'"overtime" con il Courroux sta un po' sulle sue (e, a dire il vero, sta un po' anche sulle nostre…). Vinciamo l'ingaggio, pallina in avanti, Edo smarca Nico che, stufo di colpire pali ed aste, la butta dentro con freddezza dopo soli 16 secondi! È il finimondo (un finimondo sul quale torneremo fra qualche giorno in sede di bilancio stagionale). Anche al Palamondo è il finimondo: si stanno giocando gli europei, con in campo Svizzera e Gran Bretagna e, fra lo stupore generale, lo "speaker" interrompe la partita per annunciare il colpaccio dei ragazzi.

Ma torniamo a Courroux. Mentre ci si prepara alla premiazione, la trentina di entusiasti "aficionados" giunti dal Ticino, da Ginevra, da Friburgo e da Zurigo per sostenere i nostri con striscioni, tamburi, trombette, petardi e, soprattutto, corde vocali in titanio ne intonano una dopo l'altra. Limitiamoci a ricordare il fantasioso"excursus" corale in romanesco: "Che ce fffrega de Jolidon, noi c'avemo Nico-GOL, Nico-GOL, Nico-GO-OO-OL!". E poi? E poi mezzo bicchiere di acqua minerale a cranio (acqua non gassata, evidentemente), medaglia, coppa, doccia e poi via, verso il Palamondo dove il grande Ivo (assist: Nico-Senior e Bormo) ci aspettano con costine, luganighetta, patatine e insalata: a dire il vero ci aspetta anche Viero; ma lui si è scelto un incarico meno faticoso: preparare l'acqua minerale (questa volta, acqua gassata imbottigliata in una sciccosa magnum!). Ma prima di lasciare la terra giurassiana, mentre Ferro svolazza a mo' di "overcraft" forse per consolare l'altro Ferrari (quello ammutolito) e mentre Gracco fa le coccole all'ormai fradicia bandiera rossocrociata, c'è ancora una faccenda da sbrigare: sotto gli occhi lucidi di papà Pepp, il "vecio" fracassa il suo bastone. Come mai? Semplice: ogni volta che si vince un titolo (dice lui che la sa lunga) bisogna rompere un bastone. E lui (in campo a 46 anni suonati!) di titoli ne ha vinti OTTO: sei volte campione in Serie A, una volta in Prima divisione e, stavolta, in Serie B. Avanti il prossimo!!!

E.F.


TABELLINA
7'42'' 1:0 (Sayaluca in inferiorità numerica)
9'58'' 1:1 Bordin (Bialik)
10'48'' 1:2 Fassora (Burkhard)
11'52'' 2:2
16'12'' 2:3 Bordin (Fassora)
22'59'' 3:3
29'45'' 3:4 Fassora (Bordin) (Sayaluca in doppia superiorità numerica)
29'58'' 3:5 Jacocagni (Bordin) (Sayaluca in superiorità numerica)
50'42'' 4:5 (Sayaluca in "power play"!!!)
53'49'' 4:6 Bordin (Fassora) (Sayaluca in inferiorità numerica!!!)
55'06'' 5:6
57'11'' 5:7 Bordin (Fassora) (Sayaluca in "power play")
58'20'' 6:7 (su rigore)
59'44'' 7:7
60'16'' 7:8 Jacocagni (Bordin)

Inline hockey: Les Courroux Wolfies en larmes

 

Sébastien Fasnacht de Canal Alpha, Le canal sportif

SAYALUCA - COURROUX
24 ottobre 2010

Si va dunque alla "bella". Dopo la sfortunata "gara 1" di Courroux, i ragazzi tornano al successo al Palamondo. E che successo! Eccovi un po' di cronaca. Come la vigilia, sono i giurassiani ad aprire le marcature. Nonostante un palese nervosismo, i nostri imbastiscono un paio di pregevoli schemi fatti di velocissimi scambi "di prima". È così che Pietro scodella un assist millimetrico a Edo che, dall'angolo insacca con una bord(in)ata al volo. La gioia del pareggio dura poco: passano in effetti solo un paio di minuti e gli ospiti si riportano in vantaggio sfruttando una superiorità numerica. La musica non cambia: i giurassiani premono, raddoppiano sui nostri portatori, giungono sempre primi sulle palline, vincono (quasi) tutti i contrasti alle balaustre e segnano l'1:3. Bisogna giungere quasi alla pausa per vedere i nostri capire che bisogna tirare di più. L'esempio lo dà il redivivo Bersi che, appena oltrepassata la linea di metà campo, fa partire un perfido "polsino" che non dà scampo al portiere ospite.

Il secondo tempo si inizia con i giurassiani un po' più guardinghi e i nostri più calmi e concentrati. Il pareggio giunge dopo cinque minuti ad opera di Dany che, liberatosi a forza dai due che lo braccano, insacca tutto solo. Capita l'antifona, il Courroux decide di mettere l'incontro su un altro binario: quello delle continue provocazioni e delle legnate, quasi mai punite da una coppia arbitrale di cui proprio nessuno (giurassiani compresi) riesce a capire l'ondivago metro di giudizio (ma vi sembra mai possibile che, in una partita come questa, uno come Dany risulti essere l'unico giocatore spedito per ben tre volte sulla panchina dei "cattivi" e debba poi tornarsene a casa con ginocchio e caviglia malconci?) . I nostri stringono i denti e, in "power play", trovano il primo vantaggio: stavolta il "cecchino" è Bersi appostato nella posizione del "vecio", relegato in panchina con la spalla dolorante. La rete porta gli ospiti a intensificare le provocazioni e il gioco duro. Visto l'andazzo, Dany decide di non incunearsi tra i bastoni e i gomiti giurassiani ma di bombardare da lontano portando i nostri al primo doppio vantaggio (5:3 due minuti dalla seconda pausa). Gli altri, però, non demordono e prima del riposo mettono a segno la quarta rete.

Come impostare dunque il finale di partita? Tentare di difendere l'esiguo vantaggio (operazione purtroppo non riuscita la vigilia) oppure aggredire gli avversari per ritrovare un doppio vantaggio probabilmente decisivo? Un bel quesito per Umbo&Ferro&Gracco. C'è comunque ben poco da mettere in pratica: all'inizio del terzo tempo fioccano le penalità che sconvolgono tutti i piani di battaglia. I nostri superano indenni un'inferiorità numerica, ma poco dopo si trovano a giocare in due contro tre. E qui, giunge la svolta definitiva. Bersi e Pietro non solo difendono con grinta, ma trovano la via del gol: Bersi recupera la pallina, alza la testa e, invece di liberare a casaccio, attende che Pietro ingrani il "turbo", lanciandolo verso quella che si rivelerà essere la rete della vittoria. Sì, avete letto bene, il "game winning goal" messo a segno in due! Nonostante quello che, con un eufemismo, potremmo chiamare il "gioco sporco" degli ospiti, la strada è ormai spianata. I ragazzi vanno a segno altre due volte: prima con Bersi assistito dallo "straniero di lusso" Marcel e poi, ciliegina sulla torta, con Dany che, anche in "power play", fa tutto da solo e sigla l'ennesima tripletta della stagione. Buona solo per le statistiche l'ultima rete del Courroux.

Che dire dunque di questo incontro? Ve le ricordate le famose tre "C" di Ivano Zanatta prima di un memorabile incontro vinto dal Lugano nel 2006 a Davos? "C" come cuore, "C" come cervello, e "C" come cog…, sì, proprio quelli! Facciamo dunque tesoro di un paio di episodi emblematici per ogni "C". Per la "C" di cuore ricorderemmo sia il tuffo disperato di Fabiano (che salva la nostra porta da un gol che sembrava già fatto e poi si deve accomodare in panchina a causa del riacutizzarsi del dolore al braccio), sia la prima rete di Dany, che, ormai esausto riesce a trovare ancora le forze per sgusciare in mezzo ad un grappolo di giurassiani. Per la "C" di cervello, ricorderemmo da un lato l'atteggiamento di tutta la squadra (panchina compresa) che è riuscita a limitare al minimo le reazioni alle provocazioni avversarie, e, dall'altro lato, la prestazione di Marcel, esempio da incorniciare di come si possa anche difendere con il corpo usando la … testa, evitando così di incorrere in sanzioni. Per la "C" di cog... menzioneremmo innanzi tutto l'eroico Dado che, dopo aver perso il casco (fatto questo visto da tutti ad eccezione degli arbitri) continua a parare; ma, sempre per la terza "C" non dimenticheremmo nemmeno la coppia formata da Pietro e Bersi, che in una situazione davvero speciale (due dei nostri contro tre del Courroux) non si limitano a difendere con testa, ma trovano il coraggio di cercare con insistenza il contropiede e di insaccare la sesta rete. Un plauso comunque a tutti i ragazzi e alla panchina: ognuno ha fatto la sua parte con grande generosità e abnegazione alla stregua di Edo, che ha lottato come un leone, terminando l'incontro con le braccia livide.

Prendiamoci dunque le tre "C" di zanattiana memoria come viatico per la "bella". Si gioca sabato 30 ottobre alle 14:00 a Courroux. Sarà durissima, venite tutti a sostenere un magnifico Sayaluca: se lo merita. Forza ragazzi: fateci sognare!

E.F

TABELLINA

3’33’’ 0:1
4’09’’ 1:1 Bordin (Fassora)
6’14’’ 1:2 (Sayaluca in inferiorità numerica)
10’41’’ 1:3
19:19’’ 2:3 Bersier (Fassora)
25’01’’ 3:3 Petrucci (Faccoli)
37’11’’ 4:3 Bersier (Fassora) (Sayaluca in “power play”)
37’56’’ 5:3 Petrucci
38’33’’ 5:4
45’50’’ 6:4 Fassora (Bersier) (Sayaluca in 2 contro 3!!!)
49’53’’ 7:4 Bersier (Eicher)
53’17’’ 8:4 Petrucci (Sayaluca in “power play”)
53’47’’ 8:5

SAYALUCA - BIENNE 90
16 ottobre 2010

IN FI-NA-LE!!! Sì, proprio la finalissima. Come una settimana prima, i ragazzi passano all'"overtime". Ma stavolta, al posto del "match ball" in casa, il meritatissimo premio è la finalissima. Chi, ai piedi del Giura, pensava che, dopo la caduta dell'ultimo diaframma del Gottardo, fosse la volta del Palamondo ("En route vers la LNA" recitava il poco scaramantico sito internet dei bernesi…) c'è rimasto con un palmo di naso. Onore comunque al Bienne 90, una bella squadra, giovane, veloce, mai doma. Un po' di cronaca? Ma è davvero necessario? E vabbè, se proprio insistete…

I nostri entrano in campo con tre blocchi completi, ma anche ben più nervosi dei bernesi, che, con le spalle al muro, iniziano da subito a macinare bel gioco. Più che la grinta e la determinazione, ai nostri fanno difetto la precisione e gli automatismi. È così il Bienne 90 a portarsi in vantaggio in superiorità numerica al 7'43''. Passano tre minuti e, dopo un paio di tentativi andati a vuoto per un pelo, il "vecio" (assistito da Dany) insacca dalla sua residenza privata per i "power play". La gioia del pareggio dura un attimo: undici secondi dopo i bernesi si riportano in vantaggio. I nostri accusano il colpo, ma riescono a superare indenni un'inferiorità numerica per un'espulsione sulla quale è bene stendere un pietoso velo. Si va dunque alla pausa sotto di un gol.

Alla ripresa una prima, opportuna modifica del nostro schieramento ci permette di cominciare a premere con una certa insistenza, ma, dopo cinque minuti, ecco i ragazzi di nuovo costretti a giostrare in tre; stavolta il Bienne non si fa pregare e si porta avanti di due lunghezze. A suonare la carica per i nostri è ancora il "vecio" che, su assit di Billy mette oltre il portiere avversario e poi guarda beffardo la pallina oltrepassare lemme-lemme la linea di porta. Un'altra penalità ci riporta però sotto di due reti.

Dopo la seconda pausa, i ragazzi riprendono di buzzo buono e cominciano a pressare gli avversari cui, pian piano, viene a mancare la lucidità della prima mezzora. A questo punto, Umbo, Gracco e Ferro (che, smessi i panni di difensore, si unisce a tempo pieno ai due "co-coach") forzano i tempi con una mossa azzeccata: Clayton giostra come difensore, dando così maggiore spazio alle scorribande offensive di Edo. Come una settimana prima, la pressione dei nostri diventa asfissiante. La panchina bernese (sulla quale riferiremo più avanti) chiama il "time out" per spezzare il ritmo; nel secondo tempo lo stratagemma aveva funzionato, ma questa volta no. A dieci minuti dal termine, Marcel (lo straniero di lusso), serve Dany, che e insacca di potenza (e di rabbia!). Le certezze dei bernesi vacillano e due minuti dopo Dany (che non è Paganini!) si ripete su assist del "vecio"! I ragazzi insistono in avanti, anche perché Dado para di tutto e di più. Mancano tre minuti al 60esimo quando Nico (in gran spolvero e che ha abilmente disertato la panchina dei penalizzati per tutto l'incontro) imbecca Pietro che la mette dentro per il primo vantaggio dei nostri: 5:4. Ma anche i bernesi hanno carattere da vendere e, nel giro di 13 secondi, pareggiano. Mannaggia, un altro "overtime"! Stavolta, grazie al Cielo, niente rigore. Dopo quattro minuti un bernese è spedito sulla "panchina dei cattivi". "Pover play" nei supplementari: miracolo! Passa mezzo minuto e, in ossequio alla solita legge delle compensazioni, anche Edo si becca due minuti. Si riprende dunque in tre contro tre, una situazione speciale che più volte ha permesso ai nostri di primeggiare grazie al loro veloce pattinaggio. Difatti, Dany schiaccia e Pietro insacca. È fatta, siamo in finale!

Che dire, dunque? Tagliamo corto e lasciamo a Umbo, Ferro e Gracco il compito di trarre le dovute lezioni. Non possiamo comunque tacere sul fatto che battere il Bienne 90 in queste condizioni è un'impresa. Quella bernese è infatti una bella squadra che, sapendo di doversi giocare il tutto per tutto ha, appunto giocato: senza timore, senza fronzoli, senza cattiveria. E anche senza allenatore: con una fresca squalifica di otto giornate per aver tentato di aggredire gli arbitri al termine della partita d'andata, il buon Delalay ha diretto la sua squadra dalla tribuna dietro la panchina, prima di essere allontanato (con tanto di lavagnetta sottobraccio). Al di là di ciò, ci siamo goduti una vera partita di "playoff" al termine della quale si è confermato che, a questo livello, a fare la differenza (oltre ai portieri) sono i dettagli, la "fame" di vittoria, la grinta, le scelte tattiche nei momenti topici e "last but noto least" la condizione atletica. Al diavolo dunque anche i cinque ferri (tra aste e pali) colpiti dai nostri (il povero Nico ne ha centrati ben tre); al diavolo anche le tre parate in fortunosa presa sotto le ascelle da parte del portiere ospite. Ora abbiamo una settimana per prepararci e per tentare di recuperare Fabiano, ancora costretto in tribuna a causa dalla bastonata rimediata a Buix. La "prima" di finale si gioca sabato 23 a Courroux; la "seconda" domenica 24 al Palamondo. Ripetiamoci, dunque: forza ragazzi, fateci sognare!

E.F

TABELLINA
7'43'' 0:1 (Sayaluca in inferiorità numerica)
10'50'' 1:1 Faccoli (Petrucci) (Sayaluca in "power Play")
11'01'' 1:2
25'37'' 1:3 (Sayaluca in inferiorità numerica)
27'05'' 2:3 Faccoli (Burkhard)
33'55'' 2:4 (Sayaluca in inferiorità numerica)
49'39'' 3:4 Petrucci (Eicher)
52'19'' 4:4 Petrucci (Faccoli) (Sayaluca in "power play")
56'59'' 5:4 Fassora (Jacocagni)
57'12'' 5:5
65'14'' 6:5 Fassora (Petrucci) (in tre contro tre!)

BIENNE 90 - SAYALUCA
9 ottobre 2010

Un partitone da paura! Credete alla cabala e alla "smorfia", la tradizione napoletana che lega i sogni ai numeri del lotto? Nella città del Vesuvio i "numerologi" dicono che "la paura fa 90". E con un partitone da paura i ragazzi espugnano anche il campo del Bienne 90 con una rete all'"overtime". No, non siamo (ancora?) impazziti: la cabala, come vedremo fra poco, ci ha forse messo lo zampino. Ecco la cronaca.

I locali si presentano con 15 giocatori, i nostri con dodici: in realtà sono in 13 (riecco cabala e scaramanzia ), ma il 13esimo è il povero Fabiano che, ancora dolorante per la legnata di Buix è costretto a schierarsi con gli … spettatori. Nessun tatticismo: le due squadre si affrontano a viso aperto, con grande pattinaggio e tiri a ripetizione, che i portieri bloccano comunque con abilità. A rompere il ghiaccio è Pietro, che, invece di costruire il "power play" se ne va tutto solo e fulmina i bernesi con un diagonale dalla distanza. Passano due minuti e mezzo ed è la volta di Dany ad andare in rete con l'assistenza di Ferro. I locali chiamano il "time out", riordinano le idee e accorciano all'11:58. Si va così alla pausa sull'1:2.

I nostri passano ancora in "power play" al 25'12'' con Dany su assist di Clayton. E, come vuole un copione scritto da chissà chi, sul doppio vantaggio i ragazzi si beccano una discutibile penalità: i locali accorciano e due minuti dopo pareggiano. La situazione sembra mettersi davvero male, anche perché l'incredulo Dany si becca 10 minuti per proteste, ciò che rende necessario un rimescolamento delle linee. Non succede però nulla e si va alla seconda pausa sul 3:3. Tutto da rifare.

La pausa fa bene ai locali, che ritrovano slancio e passano per la prima volta in vantaggio al 45'43'', per poi portarsi sul 5:3 a metà tempo. Restano dieci minuti per un recupero che ai più appare impossibile. Impossibile? Non sia mai detto! Umbo e Gracco (che ha abilmente rivestito i panni di co-coach) tentano il tutto per tutto: mentre Dado para di tutto e di più, restringono la rosa e tengono in campo un "super-blocco": Dany (maglia numero 13: "Sant'Antonio", secondo la "smorfia" napoletana), Pietro (maglia 91: caspita, i numeri del lotto si fermano a 90), Edo (maglia numero 3: "la gatta", ma che lotta come un leone!) e Marcel, lo "straniero" di lusso (maglia numero 16, verificate voi su www.portanapoli.com il significato di questo numero). Gli assalti del "superblocco" sono asfissianti, i locali sono alla frusta, ma lo scatenato Dany (che si è portato i tifosi dalla Spagna!) viene atterrato un paio di volte ad un soffio dal gol. E sì, perché gli arbitri non fischiano più nulla. Mancano due minuti al termine e al vostro cronista tornano in mente le immagini del lontano 2001, quando (con Edo in campo) su questa stessa pista il Lugano vinse rocambolescamente il titolo svizzero juniori, recuperando nell'ultimo minuto due reti al Courroux (che aveva già stappato lo champagne!) per poi passare nel supplementare. Chissà che i ricordi e la cabala non portino buono… Ma sì che portano buono: a 1'15'' dal termine, Pietro imbecca Marcel (maglia numero 16, ricordatevi di verificare…), che insacca il 4:5. E a 8 secondi dal termine Pietro "vede" Dany che, lottando come un forsennato, si divincola dai tentacoli di tre bernesi e, prima di finire a terra, insacca per il pareggio e sgrana un sorriso a 48 incisivi. Si va dunque all'"overtime", per il quale valgono le stesse regole degli ultimi due minuti dei tempi regolamentari: spari la pallina fuori campo, ti becchi un rigore! Difatti, i nostri rinviano fra i pubblico e gli arbitri decretano il rigore. Per i povero Dado, è il terzo in sole sette partite. Che numero di maglia ha Dado? Il 47; secondo la "smorfia" il 47 è "il morto", accidenti! Ma Dado (per la terza volta consecutiva) para e a restarci secco è il rigorista dei locali. Il nostro portierone si rialza e cicchetta i compagni, che riprendono a macinare bel gioco, certi che, dietro, la saracinesca è sprangata. Ed è ancora lo scatenato Dany (il Sant'Antonio numero 13) che fa tutto da solo e insacca il gol della vittoria. "Gara uno" è finita, tutti attorno a Dado a festeggiare. Ma c'è ancora un'appendice. L'allenatore del Bienne 90 dà i numeri ("cabalista" anche lui?), inveisce contro gli arbitri e salta in pista, deciso a sistemare la faccenda a modo suo. Il portiere altri due giocatori bernesi riescono a fatica a placcarlo prima che riesca ad alzare le mani sui fischietti (come suona la traduzione in dialetto ticinese?), fischietti che non avrebbero punito un fallo dei nostri nell'azione che ha preceduto la rete del KO. Al termine della sceneggiata si becca un cartellino rosso, che gli impedirà di dirigere i suoi fra una settimana al Palamondo. E sì, perché sabato alla 13:30 si replica in casa nostra.

Che cosa ci dobbiamo aspettare? Come detto in sede di presentazione dei "plyoffs", la squadra c'è, i redivivi Nico e Marcel hanno dimostrato di non aver perso lo smalto dei giorni migliori; dopo la pausa Billy ci sta riprendendo gusto; Stefano e Damian hanno fatto la loro parte con disciplina e abnegazione; sul portiere, ogni commento è superfluo; l'esperienza dei vecchi si fa sentire nei momenti critici. Umbo, Gracco e Ferro pensano al resto. Speriamo possa rientrare anche Fabiano, assieme al "vecio" e Penz. Visto che a questo stadio nessuno regala nulla a nessuno, speriamo che i nostri riescano a tenere i piedi per terra e a giocare come sanno al Palamondo. Per scaramanzia, ripetiamo la "chiusa" della scorsa settimana: fateci sognare, ragazzi!

PS: un grazie di cuore a tutti quelli che sabato hanno seguito la squadra!

E.F

TABELLINA
6'57'' 0:1 Fassora (Sayaluca in power play)
9'24'' 0:2 Petrucci (Ferrari)
11'58'' 1:2
25'12'' 1:3 Petrucci (Andreoli) (Sayaluca in power play)
34'11'' 2:3 (Sayaluca in inferiorità numerica)
36'17'' 3:3
45'43'' 4:3
50'15'' 5:3
58'45'' 5:4 Eicher (Fassora)
59'52'' 5:5 Petrucci (Fassora)
73'11'' 5:6 Petrucci



BUIX - SAYALUCA
2 ottobre 2010

Siamo in semifinale: vince lo skater; provocatori e fabbri restano a casa.
Che l'incontro sarebbe stato durissimo lo si sapeva: dopo la partitaccia della "regular season" e le provocazioni fisiche e verbali della "prima" di playoffs, i nostri sapevano che cosa li avrebbe attesi sulla pista di Buix, anche perché avrebbero dovuto presentarsi con una formazione rimaneggiata a causa delle (troppo) numerose assenze. Eccoci alla cronaca.

Anche volendo prescindere dalle continue provocazioni verbali del pre-partita (la più innocua: "Torneremo domani a Lugano e ve la faremo vedere noi…"), la partita si inizia in salita. Dopo un minuto esatto, Pietro viene scompostamente placcato alla balaustra e, tra l'incredulità generale, si becca due minuti per aggancio. Superata senza danni l'inferiorità numerica, i nostri si rilassano e subiscono la prima rete dei locali. Un comprensibile sbandamento per una bastonata (non punita) all'avambraccio di Fabiano e un paio di disattenzioni portano poi al 3:0 con il quale si va alla pausa.

Fabiano proprio non ce la fa a tornare in campo (e pensare che gli avversari avevano chiesto agli arbitri di penalizzarlo con 10 minuti disciplinari in quanto era uscito dolorante dalla pista senza raccogliere il guantone cadutogli a causa della legnata…). Si ricomincia dunque in sette. E in sette, esattamente come a Oensingen, i ragazzi incassano il 4:0. Come a Oensingen? Sissignori, come a Oensingen. E proprio come nell'amena località solettese, anche nella ridente Buix, in sette (e "sotto" di quattro reti!), parte la rimonta dei nostri, ulteriormente bersagliati dagli insistenti "ci vediamo domani a Lugano…" degli ormai euforici locali. A dare il là alla rimonta è Clayton che nel sesto "power play" (sì, proprio il sesto, accidenti!) attende astutamente nella classica posizione del "vecio" il solito assist di Pietro e insacca al volo. Passano 50 secondi e Pietro riduce a due le reti di svantaggio con una rete che merita di essere raccontata: Edo si appresta a battere una punizione dalla nostra zona di difesa e chiede a Pietro (piazzato a quattro metri dal portiere giurassiano) se vuole la pallina verso la balaustra destra o verso quella sinistra; "la voglio qui dove sono", ribatte l'altro. Detto, fatto; Edo spara una rasoiata rasoterra che attraversa tutta la pista e giunge con millimetrica precisione sul bastone di Pietro che devia imparabilmente per il portiere avversario che, come la settimana prima al Palamondo, perde i nervi e comincia ad inveire contro i suoi. Si giunge così a metà partita, quando, in una fase concitata, Gracco stende un avversario; e già che ci siamo, anche l'incolpevole Dany si becca due minuti. Ridotti in due, i nostri resistono a denti stretti, ma senza troppi affanni. Superata senza danni la doppia inferiorità numerica, ecco però il solito rilassamento che porta i locali sul 5:2. Poteva essere la mazzata finale. Poteva… Ma la grinta dei ragazzi (incitati a gran voce dal povero Fabiano, costretto - con il suo malridotto braccio bendato - al ruolo di spettatore) ha il sopravvento sulla sicumera dei locali. Passano un paio di minuti e, in meno di 30 secondi, Edo e Pietro ci portano sul 5:4. Umbo predica ai suoi di mantenere la calma, di non lasciarsi prendere la mano e di non scoprirsi in difesa. Passa meno di un minuto e Dany attende in mezzo al mucchio che un compagno si smarchi per offrirgli la pallina del pareggio. L'uomo giusto è Stefano, giunto dalla Prima Divisione, per dar man forte alla prima squadra. E che mano! È il 5:5 che spiana la strada al "game winning goal" di Edo che, tre minuti dopo giunge a metà pista e si accorge della voragine sulla sinistra del frastornato portiere giurassiano: è il 6:5 che i nostri manterranno con abilità e astuzia fino al termine. È fatta, siamo in semifinale!

Nonostante lo scarto ridotto al minimo, il bilancio dell'incontro (scontro?) è decisamente positivo. A prescindere dai troppi "power play" sprecati, ancora una volta la grinta dei "magnifici sette" ha spianato la strada alla rimonta, e la lucidità difensiva palesata negli ultimi dieci minuti ha fatto il resto. Peccato che, per far vedere le cose migliori, i ragazzi di Umbo & Ferro debbano prima incasinarsi da soli. Da segnalare anche la prova di Damian: grande pattinaggio, buon lavoro di disturbo ed encomiabile disciplina. Tutto sommato, anche questa vittoria è dunque un buon viatico per il prosieguo dei playoffs. Vincere in queste condizioni è segno di maturità. Ora c'è una settimana di tempo per curare il braccio di Fabiano, per recuperare gli altri assenti (compreso lo "straniero" di lusso), per sostituire i tre-bastoni-tre fracassati dalle legnate dei simpaticoni di Buix e per rivedersi il "video" della partita (grazie Mattia!). Ad attenderci sabato in terra bernese c'è il Bienne 90. Forza ragazzi, fateci sognare!

E.F.


TABELLINA

3'53'' 1:0
14'38'' 2:0
16'27'' 3:0
20'29'' 4:0
38'04'' 4:1 Andreoli (Fassora) (Sayaluca in "power play")
38'54'' 4:2 Fassora (Bordin)
42'31'' 5:2
44'45'' 5:3 Bordin (Fassora) (Sayaluca in "power play")
45'13'' 5:4 Fassora
46'02'' 5:5 Ferreira (Petrucci)
49'23'' 5:6 Bordin

SAYALUCA - BUIX
26 settembre 2010

PLAYOFFS: INIZIO COL BOTTO! È proprio vero che il buon giorno lo si vede dal mattino. Difatti, se in mattinata i novizi erano riusciti a qualificarsi per i playoffs infliggendo un eloquente 20:8 al malcapitato Capolago, i ragazzi di Umbo non potevano essere da meno: il 12:3 rifilato al Buix è altrettanto eloquente. Ecco la cronaca.

La voglia di sistemare celermente la faccenda la si intuisce già nel pre-partita: per scaldarsi i muscoli e trovare la giusta concentrazione c'è anche chi arriva al Palamondo con ore (!) di anticipo. Detto, fatto. Dopo un solo minuto Pietro insacca il beneaugurante 1:0. Il pareggio dei giurassiani non scompagina certo i nostri che riprendono subito le fila del discorso, mentre gli ospiti si limitano a tirare (sovente a casaccio) da ogni posizione, trovando un Dado attentissimo. Superata con impressionante autorità un'inferiorità numerica, in meno di 20 secondi il "vecio" e Dany mettono a segno un fulmineo uno-due che la dice lunga sulla determinazione dei ragazzi, che passano ancora con Pietro in "power play" prima della pausa: 4:1, davvero niente male.

Alla ripresa dopo la prima pausa, Dany porta i nostri su un 5:1 che sembra uccidere l'incontro. Ma gli ospiti non mollano: più che sul bel gioco, puntano però sul gioco rude e sulle provocazioni. Fabiano, senza capire bene il perché, si becca 5 minuti. Un attimo dopo, una proditoria carica con la punta del bastone fa perdere le staffe anche al povero Dado, che reagisce e si becca 10 minuti. Poco male comunque: smessi i panni di "assistent coach" Gracco si cala in quelli di estremo difensore, dimostrando subito che la lunga pausa dovuta ad un ferimento non ha intaccato la sua vena. Superata questa fase inutilmente astiosa, i nostri riprendono a macinare bel gioco, spianando la strada alla rotonda vittoria. È il "vecio" a mettere a segno in "power play" il 6:2 con il quale si va alla seconda pausa.

L'ultimo terzo si inizia con i nostri decisi ad evitare provocazioni e ferimenti (il ricordo della bastonata al povero Ricky Santini sul terreno di Buix è ancora vivo…). Evitando i contrasti e con un bel gioco arioso i nostri passano ancora con Fabiano, Dany e ancora con Fabiano in un autoritario "tre contro tre". Poi è la volta di Pietro ad insaccare la rete delle birre. Basta così? Nossignori. Girando al largo dagli avversari, va in gol anche Ferro. La ciliegina sulla torta la pone l'insaziabile Dany. A ben poco serve poi la terza rete degli ospiti, ottenuta a soli 15 secondi dal termine su un rigore gentilmente concesso ai giurassiani a causa di un rinvio fuori pista (il terzo della serie, accidenti!).

Sabato alle 14:30, partita di ritorno sul difficile terreno di Buix. I ragazzi sembrano davvero pronti: determinazione, freddezza, "power play" che perdona ben poco, "box play" accorto e autoritario, grande pattinaggio per giungere per primi sulle palline, fisicità alle balaustre, due portieri in forma e il giovane Damian che, per la sua prima partita in Serie B, si inserisce bene a livello di gioco e di disciplina. Troppa grazia? Crediamo di no. La partita di sabato andrà però preparata per benino, soprattutto sul piano mentale e della disciplina. Il gioco, in effetti c'è; fondamentale sarà non raccogliere le provocazioni dei giurassiani. La calma, dice il proverbio, è dei forti! Venite in tanti a fare tifo, i ragazzi ci contano.

E.F.


TABELLINA
1'07'' 1:0 Fassora
7'18'' 1:1
11'34'' 2:1 Faccoli (Ferrari)
11'51'' 3:1 Petrucci (Ferrari)
16'59'' 4:1 Fassora (Petrucci) (Sayaluca in power play)
22'35'' 5:1 Petrucci (Fassora) (Sayaluca in power play)
28'42'' 5:2 (Sayaluca in inferiorità numerica)
32'45'' 6:2 Faccoli (Fassora) (Sayaluca in power play)
43'06'' 7:2 Santoro
44'31'' 8:2 Petrucci (Santoro)
48'25'' 9:2 Santoro (Petrucci) (in tre contro tre)
52'31" 10:2 Fassora (Bordin)
54'50'' 11:2 Ferrari (Fassora)
56'16'' 12:2 Petrucci (Galassi) (Sayaluca in power play)
59'45'' 12:3 (su rigore)


SAYALUCA - COURROUX
19 settembre 2010

Anche i lupacchiotti pagano dazio al Palamondo. L'ultima partita della "regular season" ha visto i ragazzi di Umbo (& Ferro e del neo … "assistente" Gracco) infliggere un pesante 13:5 ai Courroux Wolfies, primi in classifica. L'ampiezza del risultato la dice lunga sulle forze in campo domenica al Palamondo ma non deve però trarre in inganno. In effetti la squadra capolista ha giostrato con solo otto giocatori, compresi due "rincalzi", a causa di alcune assenze di peso (non c'era, tra gli altri, il loro secondo miglior marcatore). Ciò nonostante, giusto il tempo di recuperare la rete di apertura degli ospiti, i ragazzi hanno preso in mano la partita, tenendola costantemente in pugno con grande autorità.

Poco da dire, quindi, in sede di cronaca. I giurassiani passano al primo tiro già dopo soli 18 secondi. Nemmeno il tempo di festeggiare e il portiere ospite incassa la rete del pareggio ad opera di Dany, che si ripete altre due volte prima che Fabiano insacchi il 4:1 con il quale si va alla prima pausa.

Il secondo terzo si apre con un'altra rete di Dany (decisamente in forma-playoffs), che sembra mettere fine alle velleità degli ospiti. Ospiti che rialzano la testa grazie a eccessivi spazi concessi a metà pista ai loro tiratori: essi segnano due volte, portandosi sul 3:5 poco prima della seconda pausa.
Riordinate le idee, i nostri tornano in pista decisi a sistemare la faccenda. Detto, fatto: nei primi quattro minuti i ragazzi passano con Billy e Dany per un 7:3 che taglia le gambe ai giurassiani che, dopo una rete casuale che li porta sul 7:4, commettono poi una lunga serie di falli perfettamente inutili (due le espulsioni con codice “O”). Il nervosismo dei giurassiani e la “verve” dei nostri in “power play” portano quindi rapidamente al 13:5 finale, passando per la decima rete (quella del giro di birre), messa a segno per l’ennesima volta dal generoso “vecio”.

In sostanza, pur non dimenticando le precisazioni iniziali, la partita costituisce un buon viatico per i playoffs. I lupacchiotti non dimenticheranno presto, né la vendemmiata di Dany (sette reti e due assist al suo attivo), né il nostro "power play", né la sicurezza di Dado, né il fatto che, nonostante la citata vendemmiata di Dany, altri cinque giocatori sono andati in rete (Fabiano, Billy, Pietro, il "vecio" e Edo, tornato per questioni di contingente a giostrare in difesa). Degna di nota anche l'autorità con la quale i ragazzi hanno tenuto in situazioni di inferiorità numerica. Un paio di cosette (non nuove!) da migliorare ci sono; ma resta il fatto che, in queste condizioni e confidando nel rientro di un paio di assenti, ci sembra proprio di essere davvero pronti per i playoffs. Prima di concludere vorremmo ricordare due cose. Primo: al Palamondo non abbiamo mai perso: su 9 incontri ne abbiamo vinti 8; solo i Gekkos di Gerlafingen sono riusciti a strappare un rocambolesco pareggio. Secondo: sui sei incontri disputati contro i primi tre in classifica il bilancio è molto equilibrato: un pareggio e una sconfitta contro i Gekkos; una vittoria e una sconfitta contro il Bienne; un pareggio e una vittoria contro Courroux. In prospettiva ciò significa che (grazie anche alla concretezza mostrata nel precedente incontro sull'asfalto di Oensingen) non dobbiamo proprio temere nessuno!

Prissimo incontro: andata dei "quarti" di playoffs contro l'ostico Buix, domenica 26 settembre alle 14:30 al Palamondo.

E.F


TABELLINA
0'18'' 0:1
0'33'' 1:1 Petrucci (Burkhard)
8'24'' 2:1 Petrucci (Burkhard)
13'47'' 3:1 Petrucci (Ferrari) (Sayaluca in inferiorità inferiorità numerica!!!)
18'38'' 4:1 Santoro (Burkhard)
26'54'' 5:1 Petrucci (Faccoli) (Sayaluca in power play)
31'36'' 5:2
37'49'' 5:3
41'56'' 6:3 Burkhard (Petrucci)
43'55'' 7:3 Petrucci (Bordin)
44'30'' 7:4
48'49'' 8:4 Bordin (Faccoli) (Sayaluca in power play)
49'38'' 9:4 Petrucci (Fassora) (Sayaluca in power play)
50'49'' 10:4 Faccoli (Ferrari) (Sayaluca in power play)
52'28'' 11:4 Bordin (Andreoli) (Sayaluca in power play)
55'53'' 12:4 Fassora (Petrucci) (Sayaluca in power play)
58'27'' 12:5
58'47'' 13:5 Petrucci (Ferrari)

OENSINGEN - SAYALUCA
11 settembre 2010

Il 6:4 di Oensingen non è certo stato pimpante come il 14:3 rifilato ai "beep-beep roadrunners" all'andata al Palamondo, ma è una vittoria importante: non solo perché è la seconda (meritata e convincente) in trasferta o perché ha permesso ai nostri di ridurre ad un solo punticino il distacco da Bienne e Gerlafingen appaiati al secondo posto in classifica. È importante poiché ha dimostrato che i ragazzi hanno finalmente imparato a cambiare registro nei momenti giusti, nonostante una rosa ridotta a sette giocatori di movimento. Cambiare registro? Sì, capire finalmente che, su certi terreni e contro certe, squadre il bel gioco arioso (lezioso?) non serve. In certi casi risulta ben più produttivo il "keep it simple and stupid": uscita-tiro-rimbalzo-tiro-gol. Vediamo come è andata.

L'incontro si inizia con i nostri calmi (troppo calmi?) contro i locali decisi ad aggiudicarsi la posta piena per agguantare all'ultimo momento i playoff. Noi siamo in sette e un (grande)portiere; loro in 11 e due portieri. Due errori difensivi dei nostri e un colpo fortunato portano i solettesi su un bugiardo 3:0 alla prima pausa; magro il bottino dei nostri: due pali, un'asta e una pallinata sul collo del povero Fabiano che fatica non poco a rimettersi in piedi.

Dopo la pausa, sono ancora i locali a passare e a cominciare a sfottere i nostri, invitandoli a guardare il tabellone che indica un impietoso 4:0. Ed è in queste condizioni che l’orgoglio e la determinazione dei nostri si manifestano improvvisamente. Cambiato registro, i ragazzi ne mettono tre e pressano anche il portiere avversario. Si va dunque alla seconda pausa in svantaggio di una sola rete e con il nervosismo che comincia a serpeggiare nelle fila dei solettesi, vanamente richiamati all’ordine dal loro portiere.

L'inizio del terzo tempo vede le due squadre molto più guardinghe: i locali decisi a non farsi agguantare, i ragazzi di Umbo (che, spostato Penz in retrovia, ora giostrano con quattro difensori e tre attaccanti) determinati a non scoprirsi troppo e ad attendere il momento buono per piazzare la botta del pareggio. Come nel primo tempo, la porta sul lato nord della pista dei Roadrunners appare però stregata: ancora una volta i "ferri" respingono gli assalti dei nostri. E allora non c'è che da attendere il 50. minuto. Detto fatto: cambio campo, "power play" e il buon Fabiano, nonostante la mongolfiera che gli si è formata sul collo per la pallinata beccata nel primo tempo, insacca con rabbia. La corsa dei "beep-beep" finisce qui. Tutti capiscono che il sorpasso è solo una questione di tempo. In effetti al 54:30 Billy segna il "game winning goal" dopo una pregevole triangolazione con Edo e Pietro . Il punto della sicurezza lo mette a segno al 56:10 Edo, alla sua terza rete (cinque i punti al suo attivo) su un delizioso assist "à la Nummelin" di Clayton.

Una buona vittoria, dunque. Come già accennato, è piaciuta la capacità dei ragazzi e della panchina di rimodellare l'impostazione, adattandola al gioco degli avversari e alle condizioni del terreno. È piaciuta la calma di Dado che, contrariamente al suo omologo solettese, non si è mai scomposto, nemmeno quando i compagni l'hanno lasciato troppo solo. Ed è piaciuto il modo di affrontare le situazioni speciali: nessuna rete subita in inferiorità numerica, due reti messe a segno su due power play e mezzo. E tutto ciò, ribadiamo, con soli sette giocatori di movimento. Anche per questo attendiamo con fiducia di tornare a giostrare a ranghi completi. Prossimo incontro, domenica 19 settembre alle 14:30 al Palamondo contro il capolista Courroux. E poi, signori e signore, playoff!

E.F


TABELLINA
2'51'' 1:0
9'02'' 2:0 (in tre contro tre)
11'18'' 3:0
20'53'' 4:0
24'31'' 4:1 Bordin (Santoro) (Sayaluca in "power play")
26'09'' 4:2 Bordin (Fassora)
34'46'' 4:3 Fassora (Bordin)
50'38'' 4:4 Santoro (Bordin) (Sayaluca in "power play")
54'30'' 4:5 Burkhard (Fassora)
56'10'' 4:6 Bordin (Santoro)

SAYALUCA - ROTHENFLUH
28 agosto 2010

I miglioramenti attesi dopo la prestazione vittoriosa ma non esaltante contro La Broye sono sembrati cadere dal cielo già al primo ingaggio: dopo soli 15 secondi di gioco ecco la prima cavalcata e la prima rete di Dany. Tutto facile, dunque? Nemmeno per sogno. Con una statistica di tiro da brivido, non succede più nulla fino al pareggio degli ospiti al 16'35. Si va dunque alla pausa su un 1:1 che ringalluzzisce i basilesi, vogliosi di bissare il successo ottenuto sul terreno del capolista Courroux e di allontanarsi dalle zone pericolose della classifica.

Ma la pausa fa bene solo ai nostri, che raddoppiano al 24'15'' ancora con Dany. Il nostro gioco migliora nettamente (soprattutto il numero di tiri verso il frastornato portiere basilese) e, in meno di sei minuiti, i ragazzi di Umbo mettono a segno ben sei reti con Ferro, Pietro (rete e raddoppio), ancora Dany, Fabiano, il redivivo Edo. Un parziale di 7:0, ovvero una mazzata terrificante. Ma gli avversari, da buoni teutonici che non si arrendono mai (nemmeno di fronte all'evidenza), ci credono ancora, rialzano la testa, segnano tre reti e si portano sull'8:4 prima dell'ultima pausa.

Il terzo tempo si inizia con Red Rocks decisi a riportarsi sotto e i nostri attenti a non scorprirsi eccessivamente. I tentativi degli ospiti si infrangono però al 47'35'': un fallo inutile li porta in inferiorità numerica, una situazione speciale abilmente sfruttata dal "vecio" su assist di Billy (il secondo della giornata). Dopo la rete del 9:6 al 56'14'', la calma dei nostri ha il sopravvento sulla foga degli avversari, ai quali comincia a mancare anche la birra. E, a proposito di birra, ci pensa ancora il "vecio" ad insaccare la decima rete, quella che vale il solito giro di birrette. Birrette che ben si sposano con gli immancabili salumi e formaggi offerti dal mitico Pepp Faccoli.

Che dire in definiva? Delle partita possiamo dire innanzi tutto che bisognava vincere e si è vinto. E, nonostante qualche tentennamento di troppo e un numero di tiri nettamente insufficiente nel primo terzo, i ragazzi non hanno mai ceduto le redini dell'incontro agli avversari. Degli attesi miglioramenti se ne sono visti alcuni: grinta e disciplina (segnatamente nel secondo terzo), migliore organizzazione in "power play" (due le reti segnate in superiorità numerica), buone aperture e più fisicità alle balaustre. Tra le cose da migliorare (per tornare almeno ai livelli primaverili) segnaleremmo gli automatismi nelle fasi, forse eccessive, in cui i difensori si sganciano senza troppo pensare alle coperture. Da verificare anche la composizione delle linee nelle fasi a 3 contro 3 (tre delle sei reti dei basilesi sono in effetti cadute quando sul banco dei penalizzati si trovavano un giocatore per parte, vale a dire in situazioni speciali che, in primavera, ci vedevano costantemente andare a segno). Ancora una volta un plauso a Dado, sempre reattivo e perfettamente a suo agio anche nelle fasi in cui si è lasciato troppo spazio ai tiratori basilesi. Da notare infine anche la prestazione di Max Vaghi, ottimo giocatore di "inline" e che ora comincia davvero a prenderci gusto anche con la pallina.

Ecco il bilancio intermedio. La settimana scorsa ci eravamo assicurati matematicamente i playoffs, da domenica abbiamo la certezza del quarto posto: quando ci mancano due incontri alla fine della "regular season" abbiamo 3 punti di vantaggio sul quinto classificato (l'ostico Buix al quale resta una sola partita da disputare) e 5 punti su La Broye. Il distacco dal terzo classificato (Bienne 90) resta di 2 punti, un ritardo difficilmente colmabile anche perché, sulla carta, i nostri impegni appaiono più difficili di quelli dei bernesi. Vedremo. Tutto sommato, per una neo-promossa il quarto posto e, con esso, il diritto di giocare la prima partita dei playoffs in casa non è davvero poca cosa. Prossimo incontro, sabato 11 settembre alle 17.00 sul campo dei Roadrunners di Oensingen.

E.F



TABELLINA
0’15’’ 1:0 Petrucci (Vaghi)
16’35’’ 1:1 (Sayaluca in inferiorità numerica)
24’15’’ 2:1 Petrucci (Burkhard)
26’54’’ 3:1 Ferrari
28’03’’ 4:1 Fassora (Petrucci) (Sayaluca in power play)
29’26’’ 5:1 Fassora
29’35’’ 6:1 Petrucci (Fassora)
31’35’’ 7:1 Santoro (Vaghi)
32’19’’ 8:1 Bordin (Fassora)
32’40’’ 8:2
36’16’’ 8:3 (in 3 contro 3)
37’39’’ 8:4 (in 3 contro 3)
47’35’’ 9:4 Faccoli (Burkhard) (Sayaluca in power play)
50’45’’ 9:5
56’14’’ 9:6 (in 3 contro 3)
23’’ 10:6 Faccoli


SAYALUCA - LA BROYE
28 agosto 2010

Gli obiettivi potevano essere cinque: portare a casa due punti, mantenere l’imbattibilità casalinga, assicurarsi matematicamente la partecipazione ai playoffs, consolidare il 4. posto in classifica (e con ciò il diritto di giocare il primo incontro di playoff al Palamondo) e, infine, portare a tre i punti di vantaggio sul quinto classificato. Sotto questo profilo, l’impresa è pienamente riuscita. Se, invece, l’obiettivo era quello di verificare lo stato di forma, gli automatismi negli schemi e l’impostazione generale, allora occorre un esame di riparazione. La sudatissima (ancorché meritata) vittoria per 8:6 contro La Broye è in effetti stata messa al sicuro a soli 4 secondi dal termine con una rete di Pietro a porta vuota.

La partita si inzia decisamente sotto tono, con i nostri che segnano la prima rete dopo ben 10 minuti, pareggiando il gol d’apertura degli ospiti, caduto al 4’03’’. A quel punto le cose cambiano decisamente: i ragazzi prendono saldamente in mano le redini dell’incontro e, spinti anche dalla vena del “vecio” (una rete e tre assist al suo attivo), si portano sul 4: prima della pausa per poi prendere ulteriormente il largo all’inizio del secondo terzo (6:1 al 22’43’’). Da sottolineare che in queste buone fasi di gioco vanno a segno i giovani (Fabiano e Clayton), i seniori (Faccolo e Penz), e i “ragazzi di mezza età” (Pietro e Dany).

E poi? Troppi minuti di buio pesto. Un evidente rilassamento dei nostri (convinti di avere la partita in tasca), un pizzico di sfortuna (Dany sfiora a più riprese la rete), il cambio di portiere dei vodesi ed ecco che la frittata è (quasi) fatta: a dieci minuti dal termine il vantaggio si riduce ad un solo golletto. Un golletto che sembra bastare, nonostante il rabbioso "serrate" degli ospiti. Ma, a 33 secondi dal sessantesimo, come avrebbe detto Mike Buongiorno, "signori colpo di scena!" Uno scellerato rinvio fuori pista regala un rigore ai vodesi. Ma, come era già stato il caso a Rothenfluh, Dado salva la baracca. E proprio a Dado è da ascrivere una buona parte del merito di questa vittoria. Per il resto, come detto, buone cose alternate a troppe ombre contro un avversario tutto sommato modesto (basterà ricordare che del micidiale "power play da Palamondo" non si è vista nemmeno l'ombra: tre superiorità e mezza, zero reti!). Ma siccome non tutto il male vien per nuocere siamo certi che ciò servirà da monito per la preparazione durante il mesetto che ci separa dai playoffs.
Prossimo incontro: domenica 5 settembre alle 14:00 al Palamondo contro i Red Rocks di Rothenfluh, una squadra che sarà anche l'ultima in classifica ma che ha vinto le ultime due partite, togliendosi pure lo sfizio di andare a battere i lupacchiotti del leader Courroux nella loro tana. Squadra avvisata..


TABELLINA

4'03'' 0:1
10'15'' 1:1 Andreoli (Galassi)
12'10'' 2:1 Santoro (Faccoli)
13'25'' 3:1 Fassora (Andreoli)
19'25'' 4:1 Faccoli
21'03'' 5:1 Petrucci (Faccoli)
22'43'' 6:1 Galassi (Faccoli)
25'45'' 6:2
29'38'' 6:3
35'00'' 6:4
39'40'' 7:4 Galassi (Burkhard)
48'52'' 7:5
50'59'' 7:6
59'27'' Rigore parato da Dado
59'56'' 8:6 Fassora


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