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SAYALUCA - ROTHRIST 9-9
30  aprile 2011

 

UN ALTRO PAREGGIO

Un altro pareggio (il terzo della serie) e, tutto sommato, un punto buttato alle ortiche. Giocando al Palamondo contro un "avversario diretto", i due punti sarebbero stati d'obbligo e ciò nonostante l'assenza di tre infortunati di peso (Fabiano, Bubi e Dany). In effetti, quella di domenica era l'occasione per agganciare in classifica questo Rothrist, una squadra sicuramente più esperta, più collaudata e più organizzata di noi, ma certamente non sovrastante dal punto di vista della tecnica individuale media. Vediamo come è andata.

I nostri partono all'arrembaggio e sfiorano subito il gol, ma dopo un minuto i "fischietti" decretano una penalità che ci costa il primo svantaggio. Il nostro pareggio cade un minuto dopo: Thierry serve sottoporta Edo, che, con un'azzeccata deviazione, mette fine ad un lungo digiuno (ora il ghiaccio è rotto, forza Edo!). La nuova rete del vantaggio degli ospiti cade ancora una volta con i nostri costretti in "box play". A questo punto i ragazzi sembrano davvero voler cambiare registro; spingendo con maggiore determinazione, nel giro di due minuti e mezzo ne mettono tre. Il pareggio lo segna Pietro: servizio di Bighi, "veronica" con tunnel a centro pista e gran gol. Il primo vantaggio è opera di Thierry, che, dall'alto della sua esperienza, scippa la pallina ad un avversario e fa secco il pur bravo portiere degli argoviesi. Il doppio vantaggio lo ottiene Bighi con un giochino di grande abilità che lascia di stucco gli ospiti. Si va dunque alla pausa sul 4:2.

Un minuto dopo la ripresa del gioco, offriamo agli ospiti l'occasione per accorciare. Il pareggio giunge poi a metà partita: i nostri sono in "power play" e, mentre ci si aspetta di ritrovare il doppio vantaggio, ecco una grossa ingenuità a metà pista, che si tramuta in un assist per uno dei due Zietala che ringrazia ed insacca. I nostri accusano il colpo e, in tre contro tre, incassano la rete del nuovo vantaggio argoviese. Pareggia poi Bianco con uno dei suoi perfidi uno-due da giocoliere professionista. Un minuto dopo rendiamo pan per focaccia agli argoviesi: siamo in inferiorità numerica ma Pietro trova il modo di sorprendere e beffare dalla distanza il portiere avversario. Non riusciamo però ad andare alla pausa in vantaggio: il nuovo pareggio degli ospiti (6:6) cade al 37'.

Si riprende il gioco sperando (o temendo?) che la prossima rete sia quella decisiva. La rete è nostra: la mette a segno con gran tempismo Mattia (anche per lui è una "prima" stagionale!) su un appoggio-tiro di Bianco che rimbalza sui gambali del portiere ospite. Passano trenta secondi e (indovinate un po?) ci becchiamo un'altra penalità e gli argoviesi non perdonano; si va sul 7:7 e, poco dopo, perfino sul 7:8. Mannaggia! Un sussulto d'orgoglio porta i ragazzi al nuovo vantaggio; prima pareggia Bighi su assist dell'inossidabile Thierry; poi è sempre Bighi (che sta decisamente tornando ai fasti dei tempi migliori) a vincere un ingaggio difensivo e ad offrire a Pietro la pallina della sua terza rete. La faccenda sembra sistemata, ma, in seguito all'ennesimo regalo, gli argoviesi siglano il definitivo pareggio. Peccato, ma visto l'atteggiamento in retroguardia dei nostri (attaccanti compresi), tiriamo anche un sospiro di sollievo.

In definitiva, va detto che contro questo Rothrist, le nostre nove reti potevano e dovevano bastare. Non ci stanno per nulla, invece, le nove reti incassate (e, senza alcuni buoni interventi di Gracco, il bilancio avrebbe potuto essere anche più pesante!). È vero, siamo forzatamente a corto di difensori (ad un certo punto si è perfino dovuto far giostrare Bighi in retroguardia); è altresì vero che due reti degli argoviesi sono da imputare ad ingenuità di ragazzi cui, forzatamente, manca ancora un po' di esperienza a questi livelli. Ma, a nostro modestissimo parere, le reti che avremmo dovuto evitare sono altre. Sono quelle incassate a causa di un'impostazione difensiva da rivedere, a cominciare dall'atteggiamento assolutamente arrendevole a centro pista. Ci spieghiamo: quando i nostri avanzano, essi vengono immediatamente pressati e costretti a cercare difficili varchi alle balaustre; troppo sovente, invece, quando gli altri avanzano, prima non li si contrasta e centro pista poi si arretra senza "cercare l'uomo", con due risultati; primo: gli avversari hanno tutto il tempo di aggiustare per bene il tiro; secondo: si toglie visibilità al nostro portiere. E già che ci siamo, accenniamo anche alle liberazioni mancate nelle molte occasioni in cui si cincischia prima di rispedire la pallina nel campo avversario; sarà anche una questione di esperienza, ma ormai dovrebbe essere chiaro: in Serie A, se tentenni un attimo di troppo arriva prima il "check" e subito dopo il raddoppio; e la pallina è persa (speriamo a questo proposito che il grintoso Edo sia di esempio per tutti). Lo stesso dicasi per i lanci lunghi degli avversari: chi va a recuperare la pallina con l'avversario alle sue spalle non può assolutamente essere lasciato solo.

Permetteteci infine un esempio, forse irriverente. Facciamo le debite proporzioni, ma avete visto i primi due incontri della Svizzera ai Mondiali di hockey in Slovacchia? Nella prima partita (il mitico Helenio Herrera disse una volta: "Ganaremos sin bajar del autobus") i rossocrociati erano mal messi a centro pista oltre che molli come fichi (sia in difesa, sia in attacco), tanto che i modesti francesi hanno ripetutamente sfiorato il colpo del KO. Contro i ben più forti bielorussi, invece, gli svizzeri hanno sì valorizzato le loro buone individualità in attacco, ma lo hanno fatto grazie ad un'organizzazione di gioco appropriata nel "fore checking" immediatamente seguito da un "filtro" a centro pista che ha costretto i bielorussi a cercare improbabili fughe alle balaustre; ma decisiva è stata anche la determinazione nel giungere per primi su tutti i dischi (anche quelli apparentemente persi) sia per velocizzare i rilanci, sia (più semplicemente) per allontanare il pericolo dalle "zone calde". Anche questa è esperienza. Un plauso è comunque doveroso: in questo ultimo incontro, per ben tre volte i ragazzi hanno trovato la forza per pareggiare e poi portarsi in vantaggio, ben consapevoli delle proprie capacità. E anche questa, pian piano, è esperienza. Forza ragazzi!

Prossima partita a Pregassona giovedì 5 maggio alle 20:00 contro i Rangers, anche loro a 5 punti ma con una partita da recuperare.


TABELLINA

2' 26''      0-1 (Sayaluca in inferiorità numerica)
3' 27''      1-1 Bordin (Bottinelli)
8' 04''      1-2 (Sayaluca in inferiorità numerica)
12' 47''      2-2 Fassora (Bordin)
15' 05''      3-2 Bottinelli
16' 29''      4-2 Bigler (Bersier)
21' 06''      4-3
28' 07''      4-4 (Sayaluca in "power play"!!!)
30' 46''      4-5 (in 3 contro 3)
33' 42''      5-5 Bianchi (Koch)
34' 56''      6-5 Fassora (Sayaluca in inferiorità numerica!!!)
37' 26''      6-6
48' 29''      7-6 Koch (Bianchi)
49' 54''      7-7 (Sayaluca in inferiorità numerica)
50' 33''      7-8
53' 03''      8-8 Bigler (Bottinelli)
53' 24''      9-8 Fassora (Bigler)
54' 15''      9-9

BIENNE SEELENDERS - SAYALUCA 10-3
16  aprile 2011
Servizio Bienne Seelenders-Sayaluca di TeleBielingue [ Link ]

 

A TESTA ALTA

Mission impossibile a Bienne. Per un cumulo di circostanze sia sfortunate (vedi il ferimento  di Fabiano, che nella partita di giovedì contro il Malcantone si è purtroppo aggiunto alla già lunghissima lista degli infortunati), sia in parte evitabili, i nostri si presentano sulla pista del capolista Bienne Seelanders con un solo portiere (Gracco, che festeggia in gran spolvero il suo compleanno) e con sette giocatori di movimento: Clayton, Damian, Edo, Pietro, il Vecio (che a 47 anni suonati smette i panni di “coach” per calzare i pattini) con l’aggiunta di Andrea e Farfallino, che, dimostrando encomiabile spirito di attaccamento ai colori del Sayaluca, salgono di botto dalla Seconda Lega alla Serie A per sostenere i compagni. Quasi altrettanto numerosi gli accompagnatori: i mitici Pepp e Umbo (che funge prima da autista e poi da coach), la famiglia di Calyton (mamma, sorellina e papà Gigi), Claudia e il vostro umile cronista. I Seelanders, al gran completo, schierano due portieri e quindici giocatori di movimento, compreso il capo-cannoniere della Serie A (18 reti e 3 assist in quattro partite) e i suoi nazionali.

Già al ritrovo a Rivera si era discusso, tra il serio e il faceto, sulla tattica da adottare. Con aplomb e humor molto british, il Vecio propone di giocare sulle balaustre; come mai?, chiede qualcuno; semplice, così i ragazzi si potranno appoggiare alle assi per tirare il fiato! In effetti, l’unica possibilità per tentare di limitare i danni è giocare di posizione - a quadrato - e cercare di imbrigliare il gioco arioso dei capolista. E per mettere a segno almeno la rete della bandiera non resta che puntare su scorribande a uno, massimo due giocatori.

Nonostante tutto, il buon umore non manca: giunti a Bienne, il Vecio sdrammatizza e comunica la composizione delle linee: prima linea di difesa Edo e Calyton; seconda linea di difesa: Clayton ed Edo; terza linea di difesa: Edo e Clayton! Si comincia dunque così. La tattica c’è, la grinta e la determinazione pure. C’è però anche uno stramaledetto sole primaverile che complica ulteriormente le cose ad una squadra costretta ad utilizzare i cambi con il contagocce. Nel primo tempo, il Vecio mette in campo cinque-giocatori-cinque; uno dei ragazzi si dovrà accontentare di un cambio per tempo; un altro cambierà per la prima volta nel terzo tempo, quando la sua lingua si farà talmente lunga da strisciare per terra; un altro ancora si dovrà limitare a tirare il fiato durante i “time out” o quando si dovrà accomodare (nel senso letterale del termine…) sulla panchina dei penalizzati.

Due parole di cronaca? Ma sì, dai; i ragazzi se lo meritano! La prima rete dei locali (che sentono puzza di “Guinnes dei primati” e forzano i tempi nel tentativo di sistemare la differenza reti per i prossimi cinque campionati) cade dopo quattro minuti di gioco ed in “power play” per una penalità inflitta al Vecio e sulla quale è necessario stendere non uno, ma almeno due pietosi veli (più tardi, di veli ne serviranno altri). L’assedio dei locali continua senza tregua, ma i nostri si difendono con ordine (e con testa!) e Gracco para di tutto e di più (accidenti, non potrebbe festeggiare il compleanno in occasione di ogni partita?). Bisogna così giungere all’11’ 45’’ per registrare la seconda rete dei locali. Nel frattempo, la stanchezza diventa insopportabile; a far tirare il fiato ai ragazzi, ci pensa anche l’espertissimo “coach” dei locali, che chiama il “time out” per bacchettare i suoi, che faticano (anche in “power play”) a scardinare il modulo difensivo dei ragazzi. La strigliata di Roland Pahud ha effetto: i locali aumentano ulteriormente il ritmo con cambi cortissimi (beati loro…) e segnano altre tre volte prima dell’agognata pausa (qualcuno dei nostri è così stanco che non sembra nemmeno avere la forza di mettersi in bocca gli spicchi d’arancia preparati da Claudia…).

Alla ripresa del gioco, il Vecio allarga la rosa, inserendo, quale sesto giocatore, Andrea (che gioca a skater da poco più di un anno e che, rispettando le consegne del “coach”, ci metterà l’anima, sfiorando perfino la rete!). Dalla panchina, il buon Umbo interviene puntualmente con incoraggiamenti e suggerimenti per fare in modo che nessuno sgarri dalla tattica di gioco decisa dal Vecio). Difatti, bisogna giungere al 24’ 38’’ e poi al 37’ 05’’ per vedere i locali mettere a segno altre due reti (la prima in “power play, la seconda su penalità differita contro di noi). Ad un minuto dalla seconda pausa, ecco la prima rete dei nostri ( si voleva fortissimamente la “rete della bandiera”; in effetti ne arriveranno tre): traversone millimetrico di Pietro per il Vecio che, dal suo solito metro quadrato di pista, insacca con collaudata freddezza per la gioia di tutti, papà Pepp in primis. Dal parziale di 5:0 del primo tempo, eccoci dunque al 2:1 del secondo: mica male, no? Mica male davvero, anche perché i locali hanno messo a segno le loro due reti in superiorità numerica, i nostri hanno segnato e, (con Andrea e Damian), il gol lo hanno mancato di pochissimo in qualche occasione.

Mancano ormai “solo” venti lunghissimi minuti al termine. Obiettivi? Primo: farla finalmente finita. Secondo: dimostrare che, anche in condizioni assolutamente impossibili, si può chiudere un incontro a testa alta. Obiettivi centrati: pur massacrati dalla stanchezza, chiudiamo l’ultimo terzo sullo “score” parziale di 3:2. Ebbene sì, i locali (che, per superare il loro record stagionale di 11 reti messe a segno contro il Rothrist, premono come dannati, non rinunciando mai all’impiego dei loro cannonieri e nazionali) ne mettono “solo” tre. E i nostri insaccano due volte. Prima con Pietro che, su servizio di Damian, finge di tornare a metà campo, poi si accentra e sorprende il portiere dei locali dalla media distanza. Poi è ancora il turno del Vecio, che, nuovamente smarcato da Pietro nel solito metro quadrato di pista, si permette anche il lusso di far fuori beffardamente l’ultimo difensore dei bernesi prima di insaccare. Evidentemente, la classe non è acqua!

Se consentite, avremmo ancora alcune cosette da dire prima di chiudere questo romanzo. Primo: giocando così, abbiamo incassato (dal capolista Seelanders, non dal Wine Skaters Twann II…) meno reti che a Givisiez e a La Tour; e ne abbiamo segnata solo una meno che negli incontri con Givisiez,  La Tour, Malcantone e a La Baroche. Secondo: proprio La Baroche, ci suggerisce un’altra considerazione. In terra giurassiana (con una “rosa” decisamente più ampia) eravamo avanti di tre reti fino a 36’ 24’’ e, purtroppo, ci siamo fatti raggiungere. A Bienne i ragazzi hanno dimostrato che, con impostazioni tattiche azzeccate e con un adeguato atteggiamento si riesce a limitare i danni anche contro le affamate corazzate avversarie. Terzo: facendo le cose giuste si possono raggiungere gli obiettivi. A Bienne l’obiettivo era, forzatamente, quello di non fare figuracce e di limitare i danni (oltre che di evitare altri ferimenti…). Non poteva ovviamente andare diversamente, ma, pur perdendo, i nostri ce l’hanno fatta, individuando la tattica giusta (Vecio), intervenendo puntualmente dalla panchina (Umbo), giocando con generosità in un ruolo e in un modulo congeniali alle caratteristiche individuali (Clayton), mantenendo grande concentrazione per 60 minuti (Gracco), pattinando in avanti come treni solo nelle occasioni giuste (Damian), giocando d’esperienza e con freddezza (Vecio), sfoderando una grinta bestiale dal primo all’ultimo minuto (Edo), accelerando e rallentando il gioco per aiutare e servire al meglio i compagni (Pietro), mettendoci la giusta spregiudicatezza (Andrea) e mostrando a tutti un cuore grande come una mongolfiera (Farfallino). Con queste basi, immaginiamoci che cosa saremo in grado di fare quando torneremo a giocare a ranghi completi.

Prima di concludere, chiediamo venia per eventuali imprecisioni sui tempi e sulle cifre di questa partita: per scrivere queste (troppe?) righe siamo andati a memoria in quanto (complici programmi e PC dei cronometristi di Bienne inceppati), prima di lasciare la città bernese un’ora e mezza dopo la fine della partita, tutto quanto abbiamo ricevuto consiste in una copia del foglio d’arbitro e mezzo referto scritto a mano (quello definitivo verrà compilato solo dopo la partenza di giocatori ed arbitri).

Prossima partita, contro il Rothrist, alle 17:00 di sabato 30 aprile al Palamondo. Buona Pasqua a tutti.

TABELLINA
4’ 03’’   1:0 (Bienne in “power play”)
11’ 45’’   2:0
13’ 21’’   3:0
13’ 32’’   4:0
18’ 48’’   5:0 (penalità differita contro Sayaluca)
24’ 38’’   6:0 (Bienne in “power play”)
37’ 05’’   7:0 (penalità differita contro Sayaluca)
38’ 48’’   7:1 Faccoli (Fassora)
44’ 36’’   8:1
46’ 00’’   8:2 Fassora (Marchesi)
51’ 14’’   9:2
55’ 15’’  10:2
58’ 43’’  10:3 Faccoli (Fassora)

LA TOUR - SAYALUCA 11-4
10  aprile 2011

 

L'APPRENDISTATO CONTINUA

Seconda sconfitta in trasferta per la prima squadra. Pur trattandosi di un'altra sconfitta con oltre dieci reti incassate, alcuni aspetti la rendono diversa da quella subita la settimana precedente. Vediamo perché.

I nostri si presentano in terra vodese con dieci giocatori di movimento, compreso Ferro che, per questioni di equilibrio nella composizione delle linee e nella fluidità dei cambi, torna in pista. A dirigere le operazioni in panchina c'è il Vecio e i nostri partono bene. Siamo quasi al 7' quando Dany, che veste la nuova maglia (sfigata?) di "top sniper", insacca a modo suo: tira una punizione d'attacco, la pallina viene deviata e finisce nell'angolo a destra della porta avversaria; lo stesso Dany la recupera e, da dietro, la scaraventa verso lo "slot" colpendo il portiere dei locali che… insacca.

I vodesi tentano la reazione con parecchi tiri dalla distanza, puntualmente respinti da Gracco. Il loro gioco si fa vieppiù aggressivo sia alle balaustre, sia sui nostri portatori di pallina, con frequenti raddoppi. Ne fa le spese Dany che, dopo essere sfuggito di forza ad una palese trattenuta, si becca una bastonata al fianco (non sanzionata dai direttori di gara) che lo metterà KO. In effetti, il povero Dany tenterà un paio di volte di tornare in pista, ma i dolori aumentano, costringendolo a gettare la spugna. La botta è dura anche per gli equilibri in squadra e per il morale dei ragazzi, che stringono però i denti, tanto è vero che, a meno di 4 minuti dal termine del primo tempo, raddoppiano ad opera di Pietro, che raccoglie un rimbalzo dopo un tiro di Fabiano (e pensare che potevamo essere avanti di tre reti: il palo aveva infatti salvato i locali su azione di Pietro che, ricevuta la pallina da un ingaggio d'attacco vinto da Bubi, si era "bevuto" il portiere). Il fatto è però che un paio di pasticci difensivi permettono ai locali di pareggiare, con due reti messe a segno in meno di mezzo minuto.

Si va alla pausa consapevoli del peso dell'assenza di Dany, ma anche del fatto che le possibilità di fare risultato ci sono. Difatti si resta sul 2:2  per otto minuti, quando il La Tour segna la terza rete su una deviazione (pattino? caviglia? stinco?) di uno dei loro, appostato ad un metro da Gracco. Uno degli arbitri sembra voler annullare la rete; l'altro pare volerla accordare. Dopo qualche minuto di discussione, la rete viene convalidata: per la prima volta siamo sotto. Lo sbandamento dei nostri è palpabile e i locali ne approfittano, mettendo a segno altre due reti nel breve volgere di tre minuti. Nonostante tutto, i nostri non si danno per vinti e, ad un minuto e mezzo dalla seconda pausa (ed in "power play"), Edo serve Pietro poco oltre metà campo: la sua fucilata ci porta sul 3:5, uno "score" che ci lascia dunque in partita.

I locali, che insistono con un gioco decisamente aggressivo (che, tuttavia, costerà loro la pochezza di tre penalità minori sull'arco dell'intero incontro), passano nuovamente al 45'19''. Ora le reti di svantaggio sono tre, ma i ragazzi sembrano crederci ancora. Al decimo minuto si cambia campo. I nostri vincono l'ingaggio, tirano e, proprio mentre la pallina sta varcando la linea della porta avversaria per quella che sarebbe stata la rete del 4:6, suona la sirena: i signori cronometristi si erano dimenticati di far ripartire il cronometro dopo la mini-pausa: magnifico! Si riprende dunque dal 50': stavolta sono i locali a vincere l'ingaggio; dalla loro metà del campo parte un'altissima "palombella" che Gracco (complice anche il sole accecante) si lascia sfuggire. È la rete del 7:3 che ai nostri taglia il morale, le forze, la grinta e, diciamolo pure, anche l'orgoglio.  Per la disperazione del grintoso Ferro, anche la voglia di (almeno) limitare i danni sparisce, lasciando così campo assolutamente libero alla vendemmiata dei locali. Resta solo da segnalare la prima rete di Damian in Serie A, rete sche, in queste condizioni, non può purtroppo suscitare la gioia che meriterebbe.

In definitiva, limitandoci all'essenziale, restano da dire ancora alcune cose. Da un lato vanno evidenziati aspetti (per altro non nuovi) suscettibili di ampio miglioramento: ad esempio le contromisure tattiche e l'atteggiamento individuale da adottare con avversari che, potendo contare su un arbitraggio tollerante, fanno del gioco aggressivo un'arma per noi letale (in effetti, con il puntiglioso e coerente arbitraggio di La Baroche le cose erano andate diversamente). Oppure, altro esempio, il fatto che, diversamente da quanto accade in Serie B (o durante gli allenamenti e le amichevoli), in Serie A gli errori individuali o quelli di piazzamento si pagano "cash". Squadre magari un po' vecchiotte ma esperte (come, appunto, il La Tour, ex-campione svizzero ed europeo) riescono a sfruttare con freddezza ogni errore ed ogni ingenuità dei ragazzi, mentre noi (per mancanza di esperienza e di "cattiveria") non lo sappiamo ancora fare, segnatamente fuori dalle mura amiche. In fondo non dobbiamo dimenticare che da inizio campionato abbiamo raccolto tre punti, vincendo l'unica partita giocata in casa, per poi affrontare tre-trasferte-tre, nelle quali abbiamo raccolto un punto, pareggiando a La Baroche, perdendo malamente sulla pista dei vice-campioni svizzeri del Givisiez e, poi, come abbiamo appena visto, su quella di La Tour dove, però, siamo stati temporaneamente in vantaggio di due reti e, nonostante tutto, siamo rimasti in partita per due tempi.

Prossimo incontro, giovedì 14 aprile alle 20:00 al Palamondo contro il Malcantone. Alcuni giocatori forzatamente assenti domenica in terra vodese dovrebbero essere della partita, mentre (a causa della bastonata di La Tour) Dany è in forse. E i super-tifosi della "Curva Ovest"? Venite a sostenerci ragazzi!


E.F.


TABELLINA
 6' 53''        0:1 Petrucci
16' 14''        0:2 Fassora (Santoro)
17' 29''        1:2 (penalità differita contro Sayaluca)
17' 53''        2:2
28' 00''        3:2
29' 51''        4:2
30' 49''        5:2
38' 29''        5:3 Fassora (Bordin) (Sayaluca in superiorità numerica)
45' 19''        6:3
50' 07''        7:3
50' 53''        8:3
56' 28''        9:3
56' 35''      10:3
56' 55''      10:4 Marchesi (Santoro)
58' 51''      11:4

GIVISIEZ - SAYALUCA 13-4
2  aprile 2011

 

Che botta, ragazzi! La sfida al Givisiez sulla sua nuova pista, senza tre giocatori del nostro schieramento standard e con qualche ragazzo in "giornata no" si è rivelata una "mission impossibile". Vista l'ampiezza del risultato, rinunciamo alla cronaca dell'incontro, limitandoci a commentare alcuni aspetti nel tentativo di dare qualche possibile interpretazione dell'incontro, anche in chiave futura.

Noi ci presentiamo senza Dany (scuola), Fabiano (in viaggio) e Bighi (ferito), ma recuperiamo Bianco, alla sua prima partita in questa stagione. La formazione è comunque inedita (vedi foglio di partita), ciò che, al di là della classe di alcuni dei nostri, non facilita certamente le cose. Inoltre, il nuovo terreno di Givisiez è davvero particolare: si gioca all'interno, ma il fondo, fatto di piastrelle bucherellate in materia plastica, coglie impreparati i nostri e ne limita i movimenti, anche perché (essendo la nuova pista ancora un cantiere aperto) sulle piastrelle ci sono troppi resti di segatura e di polvere di cemento. In effetti, c'è poco "grip": le accelerazioni in curva di alcuni dei nostri ottimi pattinatori, i repentini cambiamenti di direzione e le frenate brusche sono praticamente impossibili, pena la caduta. E proprio la paura di cadere limita il gioco dei nostri, ad alcuni dei quali è sembrata far difetto anche la determinazione. Se a ciò aggiungiamo il fatto che di fronte non c'era una somma di grandi individualità ma una SQUADRA che, oltre ad un buon portiere, ha messo in mostra pregevoli automatismi e collaudati schemi di apertura del gioco (sovente guidati dall'espertissimo "nazionale" Monnet) ben si capisce la difficoltà del compito.

Il fondo della pista (lo stesso di Losanna, sul quale lo scorso anno avevamo patito le pene dell'inferno) non è certamente una scusante sufficiente per questa pesante sconfitta. Il fatto è però che i friburghesi sembravano aver impostato il loro gioco proprio in considerazione delle possibilità di movimento che il terreno permette o non permette. Basti pensare al fatto che (a prescindere da un paio di eccezioni, frutto di ottime giocate individuali) le reti dei padroni di casa sono state messe a segno a botta sicura (anzi, sicurissima!) da giocatori che, al termine di buoni schemi, si materializzavano come d'incanto liberissimi davanti ai nostri portieri. Al di là dell'atteggiamento inizialmente remissivo e dei troppi passaggi sbagliati, a fregarci fin dall'inizio è stata soprattutto l'impostazione difensiva (e, si badi bene, l'impostazione difensiva non si limita al reparto arretrato, ma coinvolge anche il gioco di copertura gli attaccanti). Per certi versi l'incontro è parso una di quelle partite a scacchi nelle quali il giocatore meno esperto insiste nel tentare vane scorribande con alfieri, torri e regina, mentre l'altro si è già impossessato della parte centrale della scacchiera, piazzando nelle caselle giuste pedoni e cavalli che, oltre a frustrare le iniziative dell'avversario, spianano la strada a puntuali attacchi in profondità.

Abbiamo accennato all'esperienza. Un'esperienza che a taluni dei nostri forzatamente manca, mentre i friburghesi ne hanno da vendere, anche nel far abilmente ricorso (senza farsi sgamare dagli arbitri) a "giochetti sporchi" (comunque non cattivi o violenti) che permettono loro di "scotchare" i nostri difensori e di liberare uno o due giocatori davanti alla porta. L'esperienza si è vista anche nel prendere al volo le giuste contromisure nei momenti in cui i nostri davano l'impressione di poter risollevare la testa. Un esempio? Ancora nel primo tempo, la loro panchina chiama il "time out" e schiera un "box play" con due giocatori avanzati e uno solo arretrato, uno schema che, come la settimana prima a La Baroche, ha imbrigliato il nostro "power play".

Se guardiamo la faccenda dall'altro lato, possiamo notare come le nostre quattro reti siano state messe a segno da "vecchie volpi" ritrovatesi dopo anni: Bubi e Bianco (cui aggiungeremmo l'assist dell'altro "grande vecchio" Thierry, che ha anche rimediato una bastonata, peraltro involontaria, sul naso). Bubi ha messo a segno una tripletta (due volte deviando, come sa fare solo lui, altrettanti appoggi lunghi davanti al portiere friburghese); Bianco ha fornito tre assist e messo a segno una delle sue classiche reti, "bevendosi" da par suo l'ultimo difensore e il portiere avversari. Anche da questo lato, dunque, abbiamo visto quanto l'esperienza conti: non solo nell'insaccare, ma anche nel costruirsi la situazione giusta. Ed esperienza vuol dire anche sapersi adattare alle possibilità che la pista offre e capire quale sia il sistema giusto per fronteggiare con profitto il gioco avversario.

Diamo dunque tempo al tempo, perché la tecnica individuale c'è. Diciamolo chiaramente senza superbia, ma anche senza falsa modestia: a livello di individualità, il Givisiez non è largamente superiore ai nostri, ma noi non siamo (ancora) una vera squadra. Facciamo dunque tesoro di questa sconfitta, considerandola non solo come un "bagno di umiltà", ma, soprattutto, come un mattone (un po' pesantino, invero…) per costruire il futuro. Tutto sommato, mentre nessuna squadra di Serie A è a punteggio pieno, noi siamo un punto dietro i due capolista e tre punti sopra gli ultimi.

Ed è proprio contro gli ultimi che ce la vedremo nel prossimo incontro: domenica alle 13:30 a La Tour de Peilz. Altra trasferta lunga, quindi. Lunga e insidiosa, anche perché, dopo due sconfitte senza attenuanti, il La Tour ha perso l'ultimo incontro con sole due reti di scarto sul terreno dei campioni svizzeri del Rossemaison che, oltre ad aver recuperato alcuni di ottimi giocatori non schierati nella partita d'esordio al Palamondo, pur di vincere ha "calato il jolly", schierando James Desmarais, il cannoniere professionista canadese dell'Ajoie (Serie B di hockey su ghiaccio). Evviva i bei discorsi sullo skater!

E.F

LA BAROCHE - SAYALUCA 4-4
26 MARZO 2011

 

Un punto in trasferta. Se un mese fa ci avessero proposto tre punti in due partite, avremmo firmato all'istante. A ragion veduta un po' di rimpianto c'è, in quanto anche sabato a La Baroche avremmo potuto aggiudicarci la posta piena: dopo 6 minuti del secondo tempo i ragazzi conducevano per 4-1 e sembravano avere solidamente in mano le redini dell'incontro. Ma poi…
Tutto sommato, comunque, un altro preziosissimo punto messo in cascina e, come si diceva una volta nel calcio, "media inglese": due punti in casa, uno in trasferta. Vediamo come è andata la partita.

I nostri giungono in terra giurassiana sul pulmino guidato dal collaudatissimo "chauffeur" Umbo (che poi, dopo aver sistemato con Pepp il materiale, riprende posto in panchina accanto al Vecio in sostituzione di Ferro, trattenuto in Ticino da questioni … famigliari). Il terreno di La Baroche è appena stato rifatto (tanto, tantissimo "grip" e praticamente nessuna possibilità di frenare con i pattini di traverso). Un'ora prima della partita, gli arbitri si premurano di far sapere che fischieranno tutto: non solo le cose più evidenti o cattive, ma anche le piccole ostruzioni e le spintarelle da dietro. I nostri fanno tesoro di queste indicazioni e si presentano calmi e determinati in pista, schierando due blocchi (Fabi e Clay dietro, Pietro e Bubi davanti; Dany e Mario dietro, Edo e Bighi in attacco); il Vecio dirige dalla panchina, ma è pronto ad entrare in pista in caso di necessità.


A inizio partita, solo i nostri prendono sul serio le indicazioni dei due arbitri (forse un tantino fiscali, ma di una coerenza esemplare durante tutto l'arco dell'incontro). I giurassiani si beccano così una prima penalità già dopo 23 secondi di gioco. Di secondi ne passano poi solo 18: Bighi chiude magnificamente il triangolo con un traversone per Pietro, che insacca a botta sicura. Passano un paio di minuti e i padroni di casa ci ricascano: uno dei loro finisce sulla panchina dei penalizzati (e non, come si dice sovente, la "panchina dei cattivi", perché, grazie sia al comportamento delle squadre, sia alla direzione arbitrale, di cattiverie non se ne vede nemmeno una!). Si installa così nuovamente il "power play" da Palamondo e nel giro di 33 secondi Pietro serve Dany (capocannoniere della Serie A dopo la prima giornata) che insacca freddamente per i 2-0. E dire che si gioca da soli due minuti e mezzo. Nonostante il nostro bel gioco, i giurassiani accorciano al 4' 31'', ricordando ai ragazzi che nella massima lega gli errori si pagano "cash". Passa però solo una manciata di secondi e Clay (ripresosi dall'influenza che l'aveva messo KO nella partita d'esordio) serve (con un passaggio da manuale) Pietro che butta dentro l'1-3. L'incontro torna dunque in mano ai ragazzi che, però,non spingono più a fondo, anche perché gli acciacchi muscolari di Bighi e Edo cominciano purtroppo presto a farsi sentire. Si va dunque alla prima pausa sul 3-1.

Alla ripresa del gioco, il copione è il medesimo, tanto che dopo sei minuti, su assist di Pietro, Fabi mette a segno l'1-4, iscrivendo così la sua prima bella rete in Serie A (birretta?). Pian, piano, però la "verve" si spegne, così come dimostra il fatto che non si va più a segno nonostante tre superiorità  numeriche (da segnalare a questo proposito che, visto il fulminante uno-due dei nostri, i locali rimescolano abilmente le carte, schierando in "box play" due attaccanti in "pressing" e un solo difensore arretrato). Quando mancano meno di quattro minuti alla fine del secondo tempo beneficiamo di un'altra superiorità numerica, ma nel frattempo comincia a piovigginare, ciò che rende il nuovo manto asfaltato di La Baroche particolarmente scivoloso. Difatti uno dei tre giurassiani rilancia da fondo campo, uno dei nostri grida ad un compagno "vai tu che io non sto in piedi", i padroni di casa approfittano del rimbalzo e riescono un po' fortunosamente ad insaccare. Invece dell'1-5 che, verosimilmente, avrebbe chiuso l'incontro cade così il 2-4. I locali, incitati a gran voce dal loro pubblico, sentono profumo di rimonta e solo una prodezza di Gracco li priva della terza rete.

Si va al riposo negli angusti sotterranei delle vecchie scuole (non c'è nemmeno uno spogliatoio grande a sufficienza per nove giocatori ed un allenatore!); il Vecio incita i ragazzi a mantenere la calma (in fondo il vantaggio è di due reti ed è identico a quello della prima pausa). Ci si prepara dunque ad un prevedibile assalto dei locali. I nostri "tengono" per 4 minuti per poi cedere in inferiorità numerica: decisamente fortunosa la rete dei giurassiani: su un tiro dalla distanza, la sconnessa balaustra di fondo genera un rimbalzo assassino, con la pallina che giunge inopinatamente (quasi fosse telecomandata) proprio sul bastone dell'unico giurassiano libero, che, pur visibilmente sorpreso dagli eventi, riesce a buttarla dentro. Mannaggia! Dopo una fase disordinata, con i nostri troppo fermi sui pattini, nuova superiorità per i locali che poco prima dell'inversione di campo, pareggiano. La "pausetta" permette ai nostri di tentare di riordinare le idee. Idee che restano però un po' confuse, come d'altronde appare confuso l'andamento del gioco. Dapprima beneficiamo di un (purtroppo ancora infruttuoso) minuto di superiorità, poi si gioca un minuto il tre contro tre, e poi un minuto in inferiorità numerica, una fase che i ragazzi superano senza danni grazie anche ad un altro "big save" di Gracco. Quando mancano tre minuti al termine, eccoci servita un'altra superiorità numerica. Che fare? Spingere a fondo per cercare la vittoria con il rischio che l'asfalto viscido partorisca un'altra beffa? Stare tranquilli e far trascorrere il tempo in attesa del fischio finale? La risposta sembra essere un po' l'una e un po' altra cosa. Oppure, forse, nessuna delle due. Fatto sta che, andato in bianco anche questo "power play", resta da gestire un minuto di gioco (alcuni secondi ce li regalano Edo, Bubi e Dany, abili a temporeggiare con la pallina negli angoli). Non succede più nulla ed è dunque pareggio. Qualche rammarico c'è: "in primis" quello di non riuscire (come già fu il caso nelle prime partite in trasferta durante la scorsa stagione) ad ammazzare la partita o, almeno, a gestire un vantaggio di tre reti . Ma un pareggio raggiunto in terra giurassiana con in campo due giocatori acciaccati non è poca cosa per i "néo-promus", che hanno espresso un buon amalgama generazionale: "vecchi" con grande esperienza, giovani in continua crescita e "signori di mezza età" che bucano anche le reti della Serie A (sei punti a testa in due partite per Dany e Pietro). Avanti così ragazzi!

Prossimo appuntamento, a Givisiez sabato 2 aprile alle 17:00 per la seconda delle tre lunghissime trasferte consecutive di inizio campionato; si gioca nella nuova pista coperta dei friburghesi. E se facessimo finta di giocare ad Alcatraz?

TABELLINA
0' 41''      0-1 Fassora (Sayaluca in power play)
03' 12''    0-2 Petrucci (Fassora) (Sayaluca in power play)
04' 31''    1-2
04' 35''    1-3 Fassora (Andreoli)
26' 21''    1-4 Santoro (Fassora) appena finita penalità
36' 24''    2-4 (Sayaluca in power play!!!)
44' 03''    3-4 (Sayaluca in inferiorità numerica)
49' 25''    4-4 (Sayaluca in inferiorità numerica)

SAYALUCA-ROSSEMAISON 8-6
20 MARZO 2011

 

INIZIO COL BOTTO
Anche i campioni svizzeri del Rossemaison pagano dazio al Palamondo. Inizio di campionato col botto, dunque; ma in avvio di partita abbiamo rischiato di beccarci noi una botta terrificante (3-0 per gli scatenati ospiti dopo nove minuti di gioco). Bisogna giungere al sedicesimo minuto per applaudire il primo gol dei nostri: Dany (senza assist, evidentemente) insacca l'1-3 in "box play". Ciò non basta tuttavia a scacciare il torpore dei ragazzi che, prima della pausa, subiscono la quarta rete.

La pausa giova ai nostri. La ben assortita coppia di allenatori (con Ferro che "sclera" e il Vecio che sfoggia imperturbabile il suo tradizionale "aplomb") restringe la "rosa" e rimescola le linee. E, se nel primo tempo i nostri hanno forse sottovalutato la squadra giurassiana giunta in Ticino priva di alcuni "pezzi da novanta" e con diversi giovani promossi titolari, ora sembrano i campioni svizzeri a sottovalutare il carattere e la capacità di rezione dei nostri "neo-promossi". Difatti, non solo la panchina e i ragazzi trovano finalmente le misure per imbrigliare le sfuriate degli ospiti, ma cominciano (almeno a tratti) a macinare bel gioco. La rete del 2-4 la mette a segno il marcantonio Bubi su assist di Pietro (i due sono tornati a giostrare assieme dopo un anno di pausa). Che questa rete non sia un fuoco di paglia come l'1-3 del primo tempo) lo si capisce un paio di minuti dopo quando Dany insacca tutto solo il 3-4. Passa poco più di un minuto e Bersi scaglia una bomba da fondo campo che - grazie anche al "traffico" finalmente creato davanti all'eccellente portiere dei giurassiani e della Nazionale Vuilleumier - porta i nostri al pareggio. Seguono poi fasi di gioco piuttosto concitate, con i nostri che si mangiano alcune reti che sembravano bell'e fatte. Manca ormai pochissimo alla fine del secondo tempo quando giunge la rete dell'agognato vantaggio: Dany libera Pietro, che buca la porta avversaria con una fiondata in diagonale.

L'inizio dell'ultimo terzo vede i nostri partire a testa bassa a caccia della rete del doppio vantaggio, ma una penalità li costringe sulla difensiva. Dany riesce comunque a sgusciare in avanti e ad insaccare la sesta rete; inoltre, proprio mentre la pallina entra in rete, Dany viene colpito da tergo, ciò che costa all'aggressore giurassiano una penalità di 5 minuti. Doppio vantaggio, avversari con un uomo in meno per cinque minuti e poco più di sette minuti da giocare: sembra proprio fatta. Gli ospiti ci rendono però pan per focaccia e, a loro volta, segnano in inferiorità numerica. È il 6-5 che ringalluzzisce i giurassiani. L'esperienza di alcuni dei nostri si fa però sentire: dopo un'assenza di ben tre anni dai campi di skater, Bigi smarca il neo-papà Thierry (anche lui lontano dalle piste di "A" da tre anni) che insacca dall'angolo come ai tempi d'oro: 7-5. Il ritrovato doppio vantaggio è però di breve durata. A poco più di due minuti dal termine i giurassiani accorciano nuovamente. Si profila dunque la classica beffa, anche perché i nostri si vedono infliggere una penalità. Noi in tre, i campioni svizzeri tolgono il portiere e giostrano con cinque uomini di movimento. Ma fanno i conti senza l'oste, perché Fabiano imbecca Dany che a trenta secondi dal termine si invola verso la porta avversaria e insacca la sua seconda rete in "box play": 4 reti e un assist al suo attivo (oltre a due botte rimediate). È il definitivo 8:6.

Che dire di questa partita d'esordio ben diretta dai due "fischietti" d'Oltre Gottardo? Da dire ci sarebbe davvero molto. Limitiamoci comunque a due considerazioni telegrafiche, lasciando il compito a Ferro e al Vecio di analizzare il tutto e di far tesoro di questa esperienza. Eccoci dunque. Primo: anche se a fatica, due punti contro un seppur rimaneggiato Rossemaison, sono due punti d'oro per la classifica (il solito spiritoso, sorbendosi la sua birretta di fine partita, ha perfino sostenuto che i nostri hanno vinto la Supercoppa: i campioni di "B" hanno in effetti battuto i campioni di "A"!?!?!). Secondo: è stata una tipica partita di inizio stagione, con alcune belle cose e tante faccende da sistemare (tanto per esemplificare, abbiamo segnato due reti in "box play", una sola rete in superiorità numerica, subendone pure una in superiorità numerica). Per il resto, come detto, ci rimettiamo alle valutazioni di Ferro e del Vecio. Prossimo appuntamento sull'asfalto di La Baroche sabato 26 marzo alle 17:00. Ci saranno anche i ragazzi della "curva ovest" che, dopo il tifo indiavolato della finalissima dello scorso anno, sono tornati a sostenerci nella nostra e nella loro "Alcatraz". Grazie davvero.

NOTA RISERVATA AGLI AMANTI DELLA CABALA
Un mese fa, in sede di presentazione del campionato vi avevamo anticipato che il buon Umbo aveva sognato il risultato di questa partita ma che, per la solita "menata" scaramantica, non eravamo autorizzati svelarvelo anzitempo. Ebbene, nel sogno del mago della cabala i giurassiani avevano vinto alla grande: diciassette a zero! Ma siccome per i partenopei il numero 17 ("'a Disgrazia") porta rogna a chi se lo trova addosso, ciò stava a significare che, nella realtà, il Rossemaison le avrebbe beccate dai nostri. E bravo il nostro Umbo! Ma non è tutto, sentite anche questa: alla fine del primo tempo eravamo sotto 1:4, un parziale che lo scorso anno ci aveva portato … fortuna prima a Oensingen e poi a Buix nella vittoriosa semifinale; ma siccome le fortunate tradizioni ogni tanto non bastano, riecco l'aiutino scaramantico: alla prima pausa il solito Umbo torna in auto e indossa la maglia-talismano di sua maestà Diego Armando Maradona, campione con il Napoli. Detto, fatto: nel secondo tempo i nostri mettono a segno un parziale di quattro a zero e poi vincono la partita! Basta così?
Ultimissimo appunto: il vostro umile cronista ha vinto una scommessa, prevedendo che, in caso di vittoria, sul sito della Federazione avrebbero scritto che "le néo-promu Sayaluca a créé la surprise…". Surprise? Beh, dipende per chi… "À la prochaine", dunque!

E.F.


TABELLINO
3' 41''      0:1 (Sayaluca in inferiorità numerica)
5' 29''      0:2
9' 14''      0:3
15' 48''    1:3 Petrucci
19' 30''    1:4
22' 53''    2:4 Buholzer (Fassora)
24' 33''    3:4 Petrucci
25' 55''    4:4 Bersier
39' 30''    5:4 Fassora (Petrucci)
42' 45''    6:4 Petrucci (Sayaluca in inferiorità numerica)
44'44''     6:5 (Sayaluca in superiorità numerica, accidenti!!!)
45' 36''    7:5 Bottinelli (Bigler) (Sayaluca in "power play")
57' 51''    7:6
59' 27''    8:6 Petrucci (Santoro) (Sayaluca in inferiorità numerica)




SERIE A: FRA UN MESE SI RICOMINCIA
18 febbraio 2011

 

Dice il proverbio che il buon giorno lo si vede dal mattino. Ebbene, il mattino di questa stagione 2011 della prima squadra è decisamente incoraggiante per almeno quattro motivi. Innanzi tutto, la preparazione si è iniziata con molta serietà e gran voglia di far bene, con molti giocatori smaniosi di ritrovare una buona forma dopo la lunga pausa; lo spirito di gruppo (la "marcia in più" che lo scorso anno ci aveva portati in Serie A già al primo assalto) c'è, anche grazie all'entusiasmo e alla competenza che Ferro e il "vecio" hanno portato in panchina; la campagna acquisti e il rinnovo dei tesseramenti sono andati ottimamente; e, "last but not least" i primi confronti in amichevole con le altre due compagini ticinesi della massima categoria si sono conclusi con due sonanti successi dei nostri. In effetti, dopo aver battuto i Rangers con un inequivocabile 10:3 (l'onere del "giro" di birre della decima rete se l'è assunta il giovane Damian), i ragazzi hanno battuto il Malcantone per 11:4 (e qui la decima rete, quella delle "birrette", l'ha insaccata Dany). Certamente questi sonanti risultati non devono né trarre in inganno, né indurre a troppo facili ottimismi sia perché i Rangers si sono presentati a ranghi incompleti, sia perché il Malcantone era appena all'inizio della preparazione sui pattini. Concediamo anche il fatto che il fondo veloce di "Alcatraz" ci è particolarmente congeniale, ma, ciò nonostante (e considerato che nemmeno i nostri erano a ranghi completi), l'esito e, soprattutto, la sostanza di questi incontri ci sembrano un buon viatico per la stagione che sta per cominciare. In effetti, pur con tutte le riserve e gli scongiuri del caso, abbiamo visto tanta voglia di trovare un'equilibrata composizione delle linee e di "ripassare" schemi dei giorni migliori; abbiamo visto una panchina molto puntuale nelle indicazioni sull'impostazione del gioco, così come giovani estremamente ben disposti nel far tesoro dei consigli dei giocatori più esperti; si sono viste belle reti sia in "power play", sia in inferiorità numerica, nonché buoni interventi dei portieri e grande fantasia nelle "zone calde" del campo; ma, soprattutto si è visto un gruppo unito che ha saputo integrare nel migliore dei modi i neo-acquisti.

Rispetto allo scorso anno, sono stati confermati quasi tutti i giocatori (una sola defezione, quella di Billy, passato nelle fila del Malcantone); i nuovi acquisti (scelti da allenatori e giocatori in base non solo alle loro qualità tecniche e alla loro esperienza, ma anche in virtù delle loro doti caratteriali) sono di notevole spessore. Vediamoli, in ordine alfabetico (il "roster" completo e il calendario li trovate qui accanto).

° Mattia Benagli, ex-Malcantone, giovane e promettente portiere che affiancherà Dado e Gracco.

° Davide "Bianco" Bianchi, ex-Hyper, che, dopo un anno di pausa nel quale si è dedicato con successo all'hockey su ghiaccio, torna a calzare i pattini inline.

° Luca "Bighi" Bigler, ex-Ranger ed ex-Bienne Seelanders, che, dopo una lunga pausa dovuta a un brutto ferimento, torna in pista con tanta voglia di fare, portando anche l'esperienza maturata con la maglia della Nazionale.

° Therry Bottinelli, ex-Ranger ed ex-nazionale, che, dopo un paio di anni di pausa (durante i quali sembra essere ringiovanito di un lustro!), è tornato ad imperversare sulla "sua" fascia destra.

° Marco "Buby" Buholzer, ex-Hyper, che rientra dopo un anno sabbatico in Prima divisione con il Capolago.

° Mattia Koch, ex-juniore Sayaluca, che rientra al Palamondo dopo un'esperienza di un anno in Serie A con i Rangers.

° Mario Kljevkovic, ex-Paradiso, che con grinta e determinazione sta affrontando il salto di ben due categorie.

Acquisti di spessore, dunque; acquisti che completano un "roster" che costituisce un buon "mix" tra la voglia di crescere dei giovani, l'esperienza (e - perché no? - la voglia di ritornare ai vertici nazionali) dei "vecchi" e la determinazione ad affermarsi anche in Serie A da parte di quei ragazzi tra i 20 e i 25 anni che l'anno scorso avevano fatto sfracelli in Serie B. Purtroppo, manca ancora all'appello il nostro "webmaster" Penz, che, dopo l'intervento chirurgico al ginocchio, è ancora in fase di riabilitazione e al quale formuliamo gli auguri di rito.

Riprendiamo dunque il classico augurio dello scorso anno: fateci sognare, ragazzi! Appuntamento alle 14:00 di domenica 20 marzo al Palamondo per la "prima" di campionato: dalle colline del Giura scendono i campioni svizzeri ed europei del Rossemaison. Il buon Umbo, adepto della cabala napoletana, ha già visto (in sogno, evidentemente) questo incontro. Ma siccome anche il vostro cronista è stato contagiato dalle sue brillanti elucubrazioni scaramantiche, non possiamo ancora svelarvi l'esito. Ci vediamo il 20 marzo.

 
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